Italia
Bettogli, bocciato il taglio la soluzione B è escavare in galleria
I dubbi delle aziende sulla capacità di coniugare la richiesta alla stabilità della vetta stessa, si continua a lavorare, il piano scade il prossimo aprile
carrara. La conferenza dei servizi, il banco di prova per il progetto di taglio della vetta, il famoso zuccotto, di Bettogli esce con una bocciatura. Non arriva l’Ok al piano della cava 102, quello che prevedeva appunto l’abbassamento del livello della cima. Per continuare a lavorare in sicurezza la strada indicata è stata quella di aprire una galleria, che consenta di preservare la vetta e mettere allo stesso tempo in sicurezza il monte.
Una soluzione che dovrebbe essere verbalizzata nei prossimi giorni alle ditte (sei) che hanno presentato i vari progetti. Si continua a lavorare, per ora e questa è la cosa importante, anche nella cava 102 di Gemignani e Vanelli, perchè il vecchio piano scade solo il prossimo aprile. Entro quella data si dovrebbe presentare il progetto alternativo (sarebbe il terzo). Ma restano molti nodi da sciogliere. E aperta anche un’altra strada, quella dei ricorsi.
La bocciatura
L’esito, ufficiale, arriverà con la verbalizzazione di inizio settimana. Ma, per il taglio della vetta è arrivata la bocciatura (resta comunque il parere della soprintendenza). Più che una bocciatura potrebbe essere letta come uno stop con riserva: di fatto si chiede alla ditta della cava 102 di presentare un progetto che preveda l’escavazione in galleria.
le riserve
Quello che viene chiesto, anche dall’amministrazione con l’obiettivo di salvare “capra e cavoli” sarebbe il terzo progetto. Un nuovo progetto che escluda il taglio dello zuccotto di Bettogli.
Questo è chiaro. La cosa che non torna per le aziende, secondo i rumors che hanno accompagnato la conferenza dei servizi, è il primo via libera che invece sarebbe arrivato proprio da palazzo civico al secondo progetto, presentato in anteprima nelle stanze del Comune.
Non solo, la difficoltà riguarda anche la “soluzione galleria”: sarà tutto da valutare se cavatori abituati a lavorare a cielo aperto possano adattarsi a entrare in galleria. E , soprattutto, considerato il piano regionale cave, sarà da verificare se l’apertura in galleria possa salvaguardare la vetta stessa.
il comune
«Come tutti i carraresi sanno, il Monte Bettogli racchiude al suo interno il marmo statuario che è il più pregiato e quello di maggior valore sul mercato. Questo materiale ha permesso nel corso dei secoli di far conoscere il nome della nostra città in tutto il mondo. Siamo consapevoli che le attività di quel sito garantiscono lavoro a decine di cavatori e che questo rappresenta per una città con la disoccupazione al 16% un altro tesoro prezioso da preservare. Ai nostri imprenditori – ha sottolineato De Pasquale - chiediamo dunque di fare uno scatto in avanti e di rispettare da un lato il legittimo diritto dei cavatori di continuare a lavorare e dall’altro la sempre più diffusa sensibilità della cittadinanza, che chiede - in ottemperanza al mandato elettorale che abbiamo ricevuto - un’escavazione maggiormente sostenibile». Secondo il sindaco e l’amministrazione, nella vicenda Bettogli, «c’è chi ha presentato un progetto nel solco di ciò che è sempre stato fatto, ossia modificare irrimediabilmente i punti di riferimento del paesaggio per consentire l’escavazione. A questi imprenditori chiediamo ancora una volta uno sforzo in più e dunque di investire in innovazione per conciliare paesaggio e occupazione». —A.V.
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