Il Tirreno

Fabrizio molignoni (cai)

«Il vecchio ricatto occupazionale usato per saccheggiare le vette»

«Il vecchio ricatto occupazionale usato per saccheggiare le vette»

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CARRARA. «Oggi è il turno del monte Bettogli e domani chissà. Dichiarazioni – a mio parere – sconsolanti che riportano alla memoria una mentalità positivistica che vedeva nella natura un oggetto da sfruttare comunque a vantaggio dell’uomo, senza rilevarne la vulnerabilità e il futuro esaurimento».

Le dichiarazioni sono quelle del referente della Confindustria apuana Erich Lucchetti. A rispondere è Fabrizio Molignoni del Cai. «Quelle di Lucchetti sono dichiarazioni che utilizzano il vecchio ricatto occupazionale come principale argomentazione per arrivare financo al saccheggio di vette e crinali, e che soprattutto riportano indietro le lancette del tempo non tanto del rapporto tra mondo produttivo e ambientalismo, ma tra la principale fonte di sostentamento del nostro territorio e la stessa comunità che lo abita, che rispetto alle aggressioni cui deve assistere appare non più anestetizzata come un tempo». «Visione dunque abbastanza triste che contrasta con quanto la Regione Toscana, ad esempio, sta cercando di realizzare, anche attraverso l’adozione del Pit, orientandosi finalmente, pur tra incertezze e ritardi, a perseguìre un corretto rapporto tra escavazione, sicurezza e sostenibilità ambientale. Le vette delle Apuane rappresentano un simbolo importante dell’identità e della memoria della nostra terra. Frequentando i sentieri e le cime delle Apuane sono ancora testardamente convinto che il destino di queste montagne non sia scritto nella polvere in cui vengono trasformate. E chi ama questa terra originale ed unica non intende certo impedire la lavorazione del marmo, ma solo riportarla entro termini di correttezza e di equilibrio ambientale. E mantenerla preferibilmente entro i bacini di escavazione tradizionali senza che vengano toccate zone naturali ancora vergini in una montagna che, non è mai male ricordarlo, è un bene che appartiene alla collettività tutta e non soltanto a chi legittimamente vi lavora e ne trae sostentamento». —

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di Redazione web