Toscana
Imu, ottomila accertamenti in arrivo. Per un euro in meno te ne chiedono 115
Master passa al setaccio i pagamenti relativi al 2013. Il neo amministratore: possibili errori per un software inefficiente
MASSA. Il postino ha già suonato a diversi campanelli e diversi massesi l’idea che dovranno mettersi le mani in tasca già se la sono fatta. Dagli uffici di Master sono partiti - o stanno partendo - 8.000 avvisi di accertamento Imu.
Insomma, la società di riscossione tributi, ha verificato che i conti non tornano e che sono 8.000 i casi di mancato - o parziale - pagamento. Gli accertamenti riguardano - e non a caso - il 2013. I reati e gli illeciti fiscali, infatti, si prescrivono in 5 anni e se l’amministrazione non richiedesse entro il 2018 quanto dovuto nel 2013, beh ai soldi non versati dovrebbe rinunciare una volta per tutte.
Ecco quindi gli avvisi di accertamento relativi all’Imu del 2013: qualche migliaia già sono finiti nelle cassette delle poste, 2.000 sono in partenza e 3.000 partiranno nei prossimi giorni. E tra i tanti avvisi non mancano gli errori. Tra chi ha già sentito suonare il campanello e si è visto recapitare la raccomandata, qualcuno si è trovato a dover pagare decine di euro, anche oltre le cento per pochi centesimi o un euro non versato cinque anni fa. Tra gli 8.000 nel mirino, infatti, c’è chi l’imposta sugli immobili non l’ha pagata o ha tentato la sorte pagandola solo in parte, ma c’è pure chi ha pagato solo qualche centesimo o un euro meno, e nonostante questo, si trova a fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con sanzioni importanti. Fino a 115 euro per un euro in meno versato. E questo nonostante a loro, considerato l’importo non pagato, proprio non sia possibile contestare la mala fede.
Corrado Panesi, amministratore unico della società Master, conferma gli 8.000 accertamenti e non esclude che, tra questi, possano esserci anche cartelle errate. Non lo esclude per un semplice calcolo della probabilità per cui, essendo tanti gli accertamenti, qualche errore potrebbe pure capitare. Piuttosto imputa quegli errori ad «un programma, un software inefficiente che non consente di intervenire manualmente sugli accertamenti per correggerli nel caso l’operatore rilevi l’errore. Lo stesso programma - aggiunge il neo amministratore - non individua fasce per l’omesso pagamento». Dunque - per tradurre - sia per chi non ha pagato buona parte dell’importo dovuto, sia per chi, invece, non ha versato un euro, scatta la sanzione del 30% prevista per l’omesso pagamento.
Il neo amministratore unico di Master non le manda a dire, spiega che le comunicazioni con l’ufficio tributi non sono facili e aggiunge che tempistiche e modi di agire della società di riscossione presto cambieranno e «si eviterà di inviare gli accertamenti allo scadere del quinto anno». Panesi ci tiene a sottolineare che Master conta su personale «altamente qualificato e competente che non è , però, stato messo nelle condizioni di lavorare. Ho chiesto alla società che ci ha fornito il software di provvedere, se non fosse possibile, allora chiederemo un nuovo programma». E, consapevole che il sistema negli errori possa incappare, Corrado Panesi invita i cittadini a rivolgersi agli uffici di Master per chiarimenti sull’avviso di accertamento ricevuto. —
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