Gioco
Tassa di soggiorno, controlli sui furbetti recuperati 180mila euro
Gli accertamenti della polizia municipale danno i loro frutti Recupero in due fasi: prima i richiami scritti, poi i controlli
massa. Quando si erano messi le mani in tasca, all’ufficio tributi in Comune, avevano scoperto che mancava qualcosa. Erano soldi andati a bilancio previsionali perché attesi dalla tassa di soggiorno che dovevano versare le strutture alberghiere ed extra-alberghiere della zona, dovuti per ciascun ospite abbia dormito anche solo una notte in città.
Soldi che mancano nella finestra temporale che va dal 2013 al 2018 e che non erano pochi. Gli uffici hanno cominciato a lavorare già dall’estate e la fase di recupero si è divisa in due tempi, fino a riportare nelle casse del comune un totale di 180mila euro.
In una prima fase, scoperto l’ammanco, l’ufficio tributi ha cominciato a mandare i primi richiami alle aziende inadempienti. Ed è iniziato il recupero crediti.
Così una parte delle aziende si è adeguata alle richieste e alla fine sono stati regolarizzati 70mila euro. Soltanto una parte del dovuto. Che invece era di una cifra complessiva più alta.
Una seconda fase invece si è passati all’azione, per così dire. La polizia municipali, dopo i richiami, ha fatto ulteriori accertamenti sul posto. Recupero di crediti porta a porta. E da questa seconda parte della fase di rientro il Comune ha ottenuto di vedersi restituire ulteriori 110mila euro.
La tassa viene pagata dal turista all’albergatore o campeggiatore che fa, in questo caso, da ente contabile: incassa i soldi, ma soltanto per versarli al Comune. Verificare che i pagamenti e i conseguenti versamenti ci siano stati non è un’impresa: le strutture, infatti, devono dare comunicazione di ogni loro ospite a Questura e Comune.
«Appena insediati ci siamo dati immediatamente delle scadenze con questi crediti - spiega il vicesindaco cond elega al turismo Guido Mottini - perché si tratta di crediti che in cinque anni scadono e andavano recuperati. Si tratta di soldi che vengono dal turismo e che devono tornare al turismo, quindi li abbiamo considerati una priorità».
Perché l’imposta di soggiorno è un’imposta di scopo: l’incasso - così prevede la legge - deve essere destinato allo stesso settore da cui proviene. «È rimasta soltanto un’attività - prosegue il vicesindaco Mottini -che è rimasta nell’irregolarità, anche dopo i controlli. A quest’ultima è stata mandata una verbalizzazione».
La tassa prevista va da un massimo di 1,40 euro per chi pernotta in un albergo a 4 stelle a un minimo di 0,45 centesimi per chi alloggia in una pensione a 1 stella. Per i privati che affittano camere e case la tassa è di 0,75 per notte, 0,40 per i campeggi. —
Libero Red Dolce
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