Il Tirreno

il weekend delle feste 

Luci e colori dell’anima Si accendono gli alberi, blu quello in Provincia

Sara Lavorini
Luci e colori dell’anima Si accendono gli alberi, blu quello in Provincia

In programma la mostra in Duomo di Mafalda Pegollo dedicata al marito, dopo anni di assenza dalle scene locali 

2 MINUTI DI LETTURA





massa. Si accende il Natale in questo secondo weekend di dicembre, in cui proseguono le iniziative delle feste. I tre alberi di Natale, dell’associazione “Diversamente splendidi”, a villa Shiff, Massa e Carrara, si sono illuminati contemporaneamente e simbolicamente alle 17,30; l’albero blu, installato dalla Provincia, dentro il cortile di Palazzo Ducale è stato inaugurato ieri sera, mentre oggi sarà la volta della mostra "Luci e colori dell'anima" di Mafalda Pegollo, allestita all'interno della Cappella delle Stimmate e nella Cripta dei Cybo Malaspina nel Duomo di Massa. Le opere esposte dell'artista apuana saranno circa una ventina, tutte ricche di materia che sprigiona energia, forza, vigore, attraverso sfumature accese e luminose: i colori della sua anima. Mafalda crede che ci sia un Dio che decide per noi, attori passivi delle sue azioni e ha fede nella presenza del suo “Cuore con i baffi”, il figlio Lorenzo, in una dimensione ultraterrena dove un giorno avverrà il ricongiungimento definitivo, non più nei suoi dipinti, non più nei suoi sogni, ma in un incontro fra anime. «Dopo anni, torno ad esporre nella mia città, a Massa. Era da tanto che sognavo di poter presentare i miei dipinti in cattedrale e – dichiara Mafalda Pegollo – quest'anno don Luca Franceschini mi ha dato questa opportunità, e lo ringrazio molto». La sua ultima mostra in città era stata sei anni fa a palazzo Ducale e da allora Mafalda aveva esposto sempre fuori: a Milano, Roma, Como, Bologna, Bergamo, Trieste, Firenze, Assisi, Spoleto,Vinci, Anghiari, Londra, Dubrovnick. «Quest'anno ho deciso di tornare a mostrare i miei quadri in terra apuana – spiega Magalda Pegllo – perché ricorre una data molto significativa per la mia vita, la perdita di Marco, il mio adorato marito al quale la mostra è dedicata. Per lo stesso motivo ho scelto la cattedrale di Massa, che è la chiesa in cui ho vissuto più volte emozioni forti, belle ma anche drammatiche, nella quale la mia anima è stata spesso messa a nudo». Le opere saranno in esposizione per essere ammirate fino al 13 gennaio e, potranno essere anche acquistate —

Sara Lavorini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore