Il Tirreno

«L’anziano in mare l’ho salvato io», parla il titolare di O Vesuvio

Manuela D’Angelo
«L’anziano in mare l’ho salvato io», parla il titolare di O Vesuvio

Nunzio Esposito stava facendo le pizze nel suo ristorante quando hanno gridato. «L’avrebbe fatto chiunque, spero. Ma qui noi del sud siamo spesso discriminati»

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MASSA.«Sono io che ho salvato quell’anziano signore che stava annegando. Stavo facendo le pizze per il mio ristorante, mi hanno chiesto un salvagente, sono uscito, ho messo in mare il pattino e sono andato al largo. L’ho tirato su e l’ho riportato a riva, dove già c’era il 118. Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque altro». Parla Nunzio Esposito, titolare del ristorante O Vesuvio, che si trova a Marina di Massa, proprio sul Lungomare e che in estate ha anche la concessione per la spiaggia attrezzata. Per questo sul retro c’era il pattino.

Nunzio Esposito è napoletano, è arrivato a Massa quasi tre anni fa per aprire un ristorante pizzeria che offre solo specialità partenopee, cucinate da lui e dalla sua famiglia. Tutti impegnati nell’attività.

«Stavamo lavorando – racconta Esposito – quando è entrato nel ristorante un signore che gridava e chiedeva aiuto. Voleva un salvagente, perché c’era una persona in mare. Mentre qualcuno provvedeva a prendere il salvagente io e mio cognato siamo usciti sulla spiaggia, abbiamo trascinato il pattino fino alla battigia e ci siamo gettati in mare verso l’anziano. Lo abbiamo trovato, sollevato e trasportato a riva. Intanto era già arrivato il 118. L’uomo era infreddolito, perché credo sia rimasto in acqua almeno 10 minuti; respirava a fatica, lo ho aiutato a spogliarsi, gli ho tirato fuori i documenti dai pantaloni bagnati e ho aspettato che l’ambulanza lo portasse via. Vorrei sapere come sta, spero che si sia ripreso». L’anziano probabilmente era caduto in mare dal pontile. La prontezza di Nunzio Esposito lo ha salvato. «Per una volta finisco sul giornale per qualcosa di buono che ho fatto» dice al Tirreno Nunzio sorridendo. «La verità è che da quando siamo a Massa non tutti ci hanno accolto bene, siamo stati all’inizio discriminati, ci hanno accusato di cose che non avevamo commesso, hanno messo in discussione la nostra concessione demaniale; ci sono stati danneggiamenti al nostro ristorante e molto altro ancora. Eppure io e la mia famiglia amiamo Massa e qui ci troviamo molto bene. La gente ha imparato ad apprezzarci, anche se a volte essere del sud non è facile qui al nord. C’è sempre molta cattiveria e diffidenza. Per alcuni siamo come gli extracomunitari irregolari. La mia famiglia ha ristoranti sparsi in tutta la Toscana e inizialmente dovevamo aprire alle Cinque Terre. Questa di Marina di Massa è stata una occasione. Oggi il ristorante è sempre pieno, i massesi assaggiano la nostra cucina e a me piace portare un po’ della mia Napoli in questa terra che mi sta ospitando. Il salvataggio dell’anziano? Credo, anzi spero, che l’avrebbe fatto chiunque al posto mio. Però mi fa piacere riuscire a dimostrare che qui siamo brave persone e che ci sentiamo parte della città —
 

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