Toscana
Italia Nostra contro l’argine «Opera inutile e dannosa»
Assemblea dell’associazione ecologista per dire no al progetto della Regione Il geologo Caniparoli: «Agisce sugli effetti e non sulle cause dell’insabbiamento»
massa. Una “rivoluzione” nel modo di pensare la sicurezza idraulica del territorio. Per ltalia Nostra, associazione nata in difesa dei beni culturali e dell’ambiente, è questo lo sforzo collettivo da fare di fronte ad ogni intervento di messa in sicurezza volto a mitigare il rischio alluvionamenti: concepire diversamente il fiume e le soluzioni individuate per il contenimento dei corsi d'acqua.
Parafrasando ciò che è emerso durante l’assemblea pubblica, che l’ente ha organizzato nella sala parrocchiale di Marina di Massa, servirebbe un passo indietro da parte dell’uomo per concedere all'ambiente, al contrario, di farne uno in avanti. Anche, ha sottolineato l’associazione, in previsione dei cambiamenti climatici all'orizzonte di cui ormai tutti sono consapevoli. E di cui anche a livello locale, prima o poi, si dovrà discutere. Fermare il progetto della Regione Toscana di cementificare gli argini del Frigido è l’obiettivo che l’ente ha stilato a seguito dell’assemblea di venerdì. Qualche giorno prima un dibattito sullo stesso tema giunto più o meno a formulare la stessa richiesta: la revisione del progetto. E chiedere alla Regione Toscana un incontro per dare modo anche alla cittadinanza di avere voce in capitolo sul piano che il 13 dicembre verrà discusso in Conferenza dei servizi per l’esecuzione dei lavori di arginatura del Frigido. Da progetto i lavori prevedono l’installazione di paramenti di contenimento, su entrambi i lati del fiume, alti fin quasi 5 metri e lunghi 700 metri nel tratto che dal ponte Mascagni va verso monti.
Per Italia Nostra un'opera «inutile» che comporterebbe un «danno» sotto il profilo dell’impatto ambientale. Mentre sarebbe doveroso, secondo l’ente, «fare uno sforzo per ripristinare gli equilibri naturali del fiume».
Argomenta la posizione di Italia Nostra, Riccardo Caniparoli, geologo del comitato scientifico: «In riferimento al progetto di cementificazione delle sponde del Fiume Frigido Italia Nostra è decisamente contraria. L'impostazioni metodologica adottata della così detta "messa in sicurezza idraulica" agisce solo sugli effetti, ma non sulle cause che hanno generato il disequilibrio che produce l'insabbiamento della foce ed il sollevamento del letto del fiume. Tutti gli interventi che non rimuovono le cause che generano gli effetti ma li contrastano, non servono a nulla, anzi. Nel caso specifico sono dannosi e producono ulteriori disequilibri esponendo nel medio termine i territori a nuove e più violente alluvioni e dissesti alle strutture fondali degli edifici della zona». Per Italia Nostra la battaglia da portare avanti è quella di una vera e propria “liberazione” del fiume, partendo dalla sua foce per poi affrontare il tema dei canali e dei fossi tombati del territorio. «Nel caso specifico del Frigido si individua nella presenza dei due pennelli alla foce la causa primaria che genera la formazione della "barra di foce". In particolare con lo spostamento del pennello in sinistra orografica avvenuto tra il 2003 ed il 2005. Se si vuole ripristinare di nuovo l'equilibrio della foce bisogna demolire i due pennelli per favorire così, sia il rilasciamento naturale della spiaggia, sia il dragaggio naturale ad opera delle maree. La Suprema Corte di Giustizia Europea con la sentenza del 2015 sancisce il divieto di eseguire opere sui corpi idrici naturali, pertanto qualsiasi intervento che non rispetta tale norma è da considerarsi opera abusiva. Anche se eseguita da un ente pubblico». —
Camilla Palagi
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