Gioco
Caso Aeroclub: manca pure la fideiussione «Noi pronti ad andare alla Corte dei Conti»
Il Comune provvederà al pignoramento di due velivoli, gli unici beni rimasti al privato. Benedetti: «Ma Volpi dov’era?»
Non c’è soltanto un debito di 343mila euro mai reclamato dalla passata amministrazione, all’interno del caso Aeroclub: c’è anche una fideiussione “sparita” , un prossimo pignoramento dei beni rimasti in possesso alla società (pare due velivoli) e un ricorso alla Corte dei Conti pronto a partire domani. L’assessore al Bilancio del Comune di Massa, Pierlio Baratta, mette in fila i dati dell’affare Aeroclub: «Appena insediati – spiega – abbiamo cominciato ad aprire i cassetti del bilancio comunale e abbiamo scoperto molte cose, tra cui questo ammanco considerevole di 343mila euro, di una società, l’Aeroclub, a cui la passata amministrazione aveva affidato l’aeroporto municipale. Quando ci siamo accorti della morosità abbiamo provato a capire se chi ci aveva preceduto aveva già attivato qualche ingiunzione e, in effetti, abbiamo scoperto che era stato fatto riferimento ad una fideiussione, una società che all’epoca della transazione aveva garantito per Aeroclub, risultata fallita. Il Comune però poi non ha mosso altri passi. La messa in mora l’abbiamo inoltrata noi lo scorso ottobre, non prima di aver incontrato il presidente di Aeroclub, Lino Palla (che figura in una delle liste civiche di Volpi sindaco alle ultime elezioni ndr)». Dunque: quando Comune e Aeroclub stabiliscono i termini della transazione, per permettere alla società di dilazionare un debito storico di 230mila euro, la società porta a garante un terzo soggetto, di cui oggi non si sa più nulla. Baratta si ritrova quindi con un credito da esigere di 343mila euro, una fideiussione fallita e una società che continua ad usufruire dei locali del Comune, senza pagare né l’affitto, né il pregresso del debito. «E’ logico – continua Baratta – che non abbiamo sbattuto fuori dall’aeroporto nessuno, ma abbiamo chiesto ad Aeroclub di presentarci un piano di rientro, un progetto e di rimettere sul tavolo le condizioni per pagare il pregresso. Ma da Aeroclub non abbiamo avuto nessun’altra rassicurazione. E siamo partiti con la messa in mora. Chi si aggiudicherà l’aeroporto, con il prossimo bando, deciderà se voler continuare a lasciare uno spazio per i voli privati della società». «Non stiamo facendo la caccia alle streghe – aggiunge il sindaco Francesco Persiani – Agiamo in piena trasparenza, legittimamente e senza fare favoritismi. Gli amministratori non possono chiudere un occhio con nessuno, è una questione di giustizia. Altrimenti domani qualsiasi altro cittadino può chiederci di non pagare l’Imu, e noi dovremmo accogliere questa richiesta, come è stato fatto in passato per Aerclub. Una situazione di anarchia inaccettabile». Da quando la società è stata messa in mora il Comune ha rifiutato qualsiasi patrocinio ad Aeroclub, nonostante le molte iniziative anche benefiche che hanno continuato ad organizzare e oggi metttono le cose in chiaro anche sul futuro bando: Aeroclub non potrà partecipare, a meno che non saldi il debito. «Noi andiamo avanti – conclude Baratta – e non vedo molte altre alternative che non procedere al momento opportuno con il pignoramento dei beni rimasti in possesso della società, cioè due aerei turistici». Il caso non è passato inosservato a nessuno dei componenti della nuova amministrazione. Il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti ha già annunciato che interpellerà la Corte dei Conti. «Un debito di 343mila euro, di quattro anni fa e nessuno ha mai fatto nulla?» Scrive sulla sua pagina Facebook Benedetti. «Dov’era il sindaco Volpi? La documentazione domani verrà spedita immediatamente alla Corte dei Conti e qualcuno dovrà rispondere del danno economico recato alla città» —
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