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Opposizione e civici concordi: «Lorenzetti si faccia da parte»

Manuela D’Angelo
Opposizione e civici concordi: «Lorenzetti si faccia da parte»

Caos politico in consiglio provinciale per approvare la variazione di bilancio Vannucci: «Si è creata una singolare minoranza di governo per pochi spiccioli»

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massa. Il presidente della Provincia di Massa- Carrara, Gianni Lorenzetti, dopo ogni consiglio provinciale, finisce nel fuoco incrociato di destra, sinistra e civici. E alla fine la richiesta è sempre la stessa: un passo indietro del presidente, perché così non riesce ad amministrare.

Lorenzetti risponde: «Se è la mia testa che vogliono non l’avranno, perché io dalla Provincia non mi muovo. E badate, non è una questione di poltrone, visto che l’incarico è gratuito e non prendo un soldo per fare il Presidente. Io rimango lì per rappresentare i cittadini, i loro bisogni, i valori di una sinistra in cui credo ancora, i valori della Costituzione, il diritto allo studio».

L’ultimo episodio riguarda la seduta in cui il consiglio è stato chiamato ad approvare una variazione di bilancio: il Pd ha votato a favore, assieme a Liberi e Uguali, il centro destra si è astenuto e il voto contrario di Andrea Vannucci (Civici e popolari): «Lo sforzo compiuto dal presidente di presentare tale atto come se quasi fosse dovuto, visto che implica la possibilità di distribuire un po’ di risorse – inizia Vannucci – ha tentato di coprire la rilevanza politica insita nella manovra di bilancio. Siamo certi che si sia fatto bene? Perché hanno messo i soldi lì e non altrove? Cosa sono queste, se non scelte politiche? Il provvedimento è stato approvato con i voti favorevoli del PD, con quello di liberi e uguali e con l’astensione di tutto il centro destra. Si è creata una singolare minoranza di governo che riesce ad approvare i provvedimenti attraverso la non sfiducia di un’altra minoranza! Evidentemente entrambi questi schieramenti, pur di tirare a campare e disseminare qualche spicciolo sul territorio, passano sopra ogni differenza di visione politica. La coerenza non è certo la virtù più praticata, in questa politica di bassa stagione, ma a tutto c’è un limite».

Sebbene anche il presidente Lorenzetti abbia ammesso che astenersi, da parte del centro destra, sia stato un atto di buon senso, oggi i due consiglieri di Forza Italia, Tognini e Cresci, vanno all’attacco della stessa presidenza e chiedono a Lorenzetti di farsi da parte: «Il voto dello scorso venerdì – dichiarano – è stata una dura prova, alla quale abbiamo risposto con senso di responsabilità. Ci siamo astenuti per il bene del territorio e per gestire un’emergenza, ma ora che l’emergenza è terminata invitiamo Lorenzetti a prendere atto della situazione. Il Pd non è più in maggioranza, il presidente non ci costringa a sottoporre al vaglio dell’aula la situazione di sfiducia e faccia un passo indietro. Questa sua ostinazione a stare ancorato alla poltrona non collima con la situazione politica. Da oggi in poi voteremo sempre contro, fino a quando non ci consentirà di superare questa esperienza. E se la matematica non è un’opinione saremo sei contro quattro. Non vogliamo più una provincia dove il Pd continua a far danni». C’è da dire che la mancata consegna delle nomine non facilita il clima politico.

Lorenzetti non si meraviglia di quanto sta accadendo: «Amministrare con chi cerca solo di fare ostruzionismo è difficile. Ma io non mollo. Non mi risulta che il consiglio possa discutere della sfiducia al presidente, ma qualunque cosa vorranno fare io sarò pronto. E dalla presidenza non mi muovo» —

Manuela D’Angelo

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