Italia
Sì della Regione a Banca della sabbia ed ecodragaggi
I materiali prelevati saranno utilizzabili per il ripascimento delle spiagge. Fattori (Sì Toscana): a Massa una sperimentazione che dà buoni frutti
massa. Il consiglio regionale ha approvato la mozione di Sì Toscana a Sinistra per gli “ecodragaggi” e la e “Banca delle sabbie” per ripascere le spiagge in erosione. Una misura, spiega Tommaso Fattori di Sì, di “economia circolare”: «Si treatta di adottare sistemi tecnologicamente nuovi e avanzati di dragaggio delle sabbie nei porti e nelle zone costiere che non è inquinante e consente di riutilizzare la sabbia prelevata per il ripascimento delle spiagge che si stanno erodendo, garantendo una tenuta assai maggiore rispetto ai ripascimenti tradizionali, come ha recentemente dimostrato la sperimentazione avvenuta su una parte del litorale di Marina di Massa. La forte mareggiata del novembre scorso ha colpito pesantemente gli stabilimenti, l’unico tratto di spiaggia rimasto integro, quasi non fosse stato sfiorato dalle onde, è quello dove l’arenile era stato ricostituito grazie al dragaggio ecologico, che assicura una caratteristica granulometrica che dà longevità agli interventi».
Ora, la Regione Toscana aggiornerà le proprie linee guida, riorientando gli indirizzi delle Autorità portuali affinché queste nuove tecnologie non siano più escluse quando viene pianificato il dragaggio dei porti. La Regione Toscana si farà anche capofila in Italia del progetto ‘Banca delle Sabbie’, per mettere in contatto domanda e offerta: da una parte le zone da ripascere, le aziende balneari e i Comuni che hanno bisogno di contrastare l’erosione del litorale, dall’altra chi ha recuperato le sabbie in maniera virtuosa e pulita.
Commenta positivamente il voto in consiglio anche il consigliere regionale pd Giacomo Bugliani: «La Toscana è da tempo impegnata per contrastare l’erosione costiera, fenomeno particolarmente sentito nel litorale di Massa Carrara. Con questa mozione gli ecodragaggi, una tecnologia italiana sviluppata in Toscana e validata dal Ministero dell’Ambiente, potranno andare a sostituire tecnologie ormai superate. Con ricadute ambientali ed economiche per il nostro territorio evidenti». —
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