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«Quei Tir noi non li vogliamo» 701 no al parcheggio “Grendi”

Camilla Palagi
«Quei Tir noi non li vogliamo» 701 no al parcheggio “Grendi”

Rispunta il piano per l’area camion in via Massa Avenza, si riaccende la protesta E il gruppo armatoriale chiarisce: non serve ai nostri mezzi e non decidiamo noi

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MASSA. Dieci voti contrari, ventuno favorevoli e 700 cittadini che storcono il naso. Si era conclusa così la seduta di consiglio comunale durante la quale è stata approvata dall'amministrazione la modifica al Piano delle opere pubbliche 2018-2020 che reinserisce il progetto di realizzare un parcheggio per mezzi pesanti in via Massa Avenza. Ora i 700 cittadini contrari all'idea del parcheggio tornano sul piede di guerra e chiedono a gran voce di rivedere ciò che per loro rappresenterebbe «un disastro ambientale». La pianificazione del posteggio già in passato li aveva fatti discutere.

“Abbandonati da tutti” è il nome del comitato che avevano formato in opposizione al maxi parcheggio. E il gruppo consiliare degli Arancioni, trainato dal consigliere Fabrizio Brizzi, aveva raccolto i loro malumori: 701 firme vennero consegnate all'allora sindaco Alessandro Volpi per la revoca del progetto. Polveri sottili, aumento del transito di mezzi pesanti in una zona carente di segnaletica stradale, pochi parcheggi per i residenti e un paio di alternative considerate fattibili all'idea iniziale del progetto sono le motivazioni che avevano fatto alzare le mani a Volpi: «È inutile se non lo vogliono i cittadini». Una delibera del 3 maggio confermava lo stralcio del piano.

Poi il cambio di amministrazione e una nuova delibera: il parcheggio si farà. Costo indicato per la sua realizzazione intorno ai 400 mila euro, che verranno versati nella casse comunali da Grendi trasporti marittimi, in virtù di una convenzione stipulata quando il gruppo genovese aprì i suoi traffici al porto di Marina di Carrara.

Ed è proprio l’amministratore delegato di Grendi Antonio Musso, a chiarire il ruolo della sua società nell'esecuzione del progetto. «Grendi non ha alcuna voce in capitolo sulla progettazione del parcheggio – spiega Musso – E quando si parla del parcheggio è bene spiegare che non sarà costruito per i Tir della nostra società: non abbiamo alcun interesse in questo progetto, i mezzi che utilizziamo sostano nel nostro terminal al porto di Marina di Carrara. Noi ci limitiamo a rispettare gli accordi firmati con l’Autorità portuale e con i Comuni di Carrara e di Massa, in virtù dei quali Grendi deve investire 1 milione e 450 mila euro in opere di logistica nel territorio. Questa cifra è stata divisa fra i tre soggetti e per noi i 400 mila euro possono essere spesi in qualsiasi modo, basta che rientrino nella categoria delle opere di logistica. Non siamo noi a stabilire dove e come fare il parcheggio. Se l’opera costerà più di 400 mila euro, comunque, noi non siamo tenuti a versare ulteriore denaro».

I cittadini “abbandonati da tutti”, da parte loro, continuano a chiedere all'amministrazione di ascoltare le loro voci e le loro rimostranze. «Con questo parcheggio si realizza un disastro ambientale – dice Gino Cristiani, presidente del comitato – chiediamo di ascoltarci e di far fede alla delibera del 3 maggio. Abbiamo proposto delle alternative che comportano lo spostamento del parcheggio di solo 100 metri, in un’area che è già un parcheggio, quella di via Martiri di Cefalonia. Lo chiediamo e continueremo a farlo. Perché questo parcheggio noi non lo vogliamo». —

Camilla Palagi

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