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I sindaci del centrodestra attaccano: il Piano della Regione trascura gli ospedali e i presidi della Lunigiana
AULLA. Non si ferma la campagna di Forza Italia sulla sanità in Lunigiana. Il gruppo forzista lunigianese torna all’attacco, stavolta, sulla Conferenza dell’Asl Toscana Nord-Ovest, che si è tenuta martedì scorso e in cui si sarebbe dovuto avviare un confronto sul piano sanitario regionale, che verrà applicato in tutti i territori. «Ma questo dibattito, allargato a tutte le realtà amministrative toscane – accusa il centrodestra – non c’è mai stato: su 109 sindaci dell’area della Toscana di nord ovest, se ne sono presentati solamente 28».
La Lunigiana era rappresentata dai comuni di Filattiera, Pontremoli, Villafranca e Tresana. Uno scenario che non è piaciuto al centrodestra che avrebbe voluto avviare un processo di revisione e modifica del Piano sanitario regionale, secondo Forza Italia «troppo incentrato sul quadro generale, senza elementi che scendano nel particolare, generando così una mancanza di attenzione ai comprensori montani come la Lunigiana». «Noi non abbiamo perso la voglia di protestare per scelte che non condividiamo – affermano i rappresentati del centrodestra lunigianese – ma rileviamo il totale scollamento delle politiche regionali dal territorio: il documento operativo aziendale ha contenuti generici, non ci sono riferimenti ai bisogni dell'ospedale della Lunigiana, articolato sui territori di Fivizzano e Pontremoli con i due presidi attuali. Ci è stato detto che i contenuti saranno inseriti nei prossimi documenti, ma di queste promesse, ormai, siamo stanchi» afferma Forza Italia in un comunicato diffuso al termine dei lavori della Conferenza.
Quello che chiedono i sindaci del centrodestra, e lo chiedono ormai da tempo, è un incontro in Lunigiana con l'assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi: «I problemi ormai sono arcinoti. Li abbiamo comunicati ed esposti in tutte le forme ai dirigenti dell’Asl, all'assessore regionale, ai cittadini, ma è chiaro che praticamente non è stato fatto nulla». Si è di fornta unna mancanza di volontà di confronto, secondo i sindaci del centro destra: «Nelle zone periferiche e disagiate, dove la Regione ha voluto, si è investito. Ci viene detto che non ci sono medici disponibili ad operare in Lunigiana: prendiamo atto, ma chiediamo che si faccia come in altre aree, dove si sono assegnate premialità per incentivare la mobilità degli operatori». —
Cristiano Borghini
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