Gioco
Si apre una crepa, chiuso il ponte Trieste Sopralluogo di tecnici e amministratori
L’assessore Guidi e gli ingegneri: è una semplice frattura del manto bituminoso per il freddo, nessun problema strutturale
massa. Chiuso. Sul ponte Trieste oggi non si transita, nè in auto, nè a piedi. L’amministrazione comunale ha deciso di vederci chiaro su quella crepa balzata agli occhi di chi sul ponte passa ogni mattina. Una crepa che ha fatto il giro del web e si è “conquistata” centinaia di condivisioni tanto da indurre palazzo civico, già venerdì, ad attivare il monitoraggio. Sabato è stato effettuato un sopralluogo e i tecnici hanno constatato che le condizioni del ponte, dal punto di vista strutturale, sono immutate rispetto a quanto verificato al termine degli ultimi lavori di consolidamento, tre anni fa.
Ieri sera, però, arrivano le transenne; a pochi mesi da un altro sopralluogo, quello seguito alla tragedia di Genova, e dopo il quale era stata garantita l’efficienza strutturale del ponte. E quell’efficienza i tecnici la confermano anche oggi. Valutano, però, di effettuare un ulteriore sopralluogo e lo fanno - spiega lo stesso Guidi - di fronte ad una città nel panico e ad un video web che immortale la crepa e circola all’impazzata sui social. Stamani, dalle 8, i tecnici sono proprio sotto il ponte e passano al setaccio l’intera struttura, verificando la stabilità e funzionalità dei quattro archi che sorreggono il ponte, delle travi di collegamento e dei giunti che uniscono quelle stesse travi.
Marco Guidi, assessore ai lavori pubblici, ieri sera alle 19 quando scattano le transenne, è sul ponte, con lui ci sono il dirigente Fernando Della Pina e l’ingegnere Paolo Edoardo Giusti che nel 2015 ha progettato e coordinato i lavori di consolidamento della campata centrale. Sono loro ad assicurare che i problemi strutturali non ci son: «Vista anche la diffusione di un video sul web che riprende la crepa apertasi sul manto superficiale dell’asfalto - l’assessore motiva la chiusura - abbiamo ritenuto di evitare la psicosi e di realizzare approfondimenti a garanzia della tranquillità dei massesi su una delle arterie principali della città».
Il ponte Trieste unisce la Massa di qua e di là dall’acqua dal 1953. Per quasi quarant’anni nessuno ci ha messo mano: la prima manutenzione - ricorda lo stesso assessore Giusti - risale al 1991. A realizzarla fu la Provincia che allora aveva competenza sulla struttura. È stata poi l’amministrazione Volpi, nel 2015, ad incaricare lo stesso ingegner Giusti dell’intervento sulla campata centrale che rivelava segni di cedimento. Quell’intervento - chiarisce oggi Giusti - ha reso la campata e i suoi giunti più efficienti e proprio quell’efficienza spiegherebbe l’apertura della crepa sull’asfalto.
Lungo i 200 metri di ponte, infatti, sono attivi 10 giunti: meccanismi - per semplificare - che consentono alla struttura di allungarsi o restringersi. Anche cemento e asfalto, infatti, come ogni altro materiale, sono soggetti a cambiamenti in base alla temperatura.
«Con il freddo degli ultimi giorni - spiega l’ingegner Giusti - il ponte si è, per semplificare, accorciato e i giunti hanno fatto il loro lavoro. In particolare quelli nuovi, risalenti al 2015, sono stati più efficienti degli altri». La crepa - stando all’analisi dei tecnici - si è quindi evidenziata proprio all’altezza della campata centrale e dei nuovi giunti che hanno consentito al ponte, come è loro dovere fare, di accorciarsi.
I tecnici e l’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi ribadiscono che «sono stati evidenziati problemi strutturali». E la speranza è quella di potere riaprire al traffico il ponte già nel primo pomeriggio di oggi . —
Chiara Sillicani
Benedetta Bianchi
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