Toscana
Rinasce il maxi allevamento di Irola: fornirà carni al gruppo Cremonini Spa
400 mucche, 500 capre e cavalli da monta nelle stalle create dalla Provincia negli anni 90 e finora mai utilizzate
VILLAFRANCA. Alla fine degli anni ’90 la Provincia, in un terreno di sua proprietà ad Irola, edificò sei stalle, con l’intenzione di attivare un centro di allevamento di mucche per la produzione di latte. Un progetto ambizioso, che però naufragò nonostante le buone intenzioni. E per oltre due decenni queste strutture soon rimaste abbandonate, inutilizzate, mentre nei terreni vicini furono realizzati i capannoni della Protezione Civile.. Oggi finalmente la Fola di Irola, questo il nome della località, tornerà ad essere nuovamente al centro della zootecnia lunigianese con una nuova attività che riporterà in attività cinque stalle su sei, al cui interno verranno allevati più di mille animali tra mucche, cavalli e capre. L’impresa, che si svilupperà su una superficie di 1,5 ettari con un investimento totale di 1,5 milioni di euro è opera di Momas, sopcietà agricola con sede a Massa e attivià in Lunigiana. Mucche e capre verranno utilizzate per la produzione del latte, mentre per i cavalli si sta studiando una stazione di monta che possa servire a privati e imprenditori.
I cavalli e 35 delle 500 capre che verranno allevate a Irola hanno una peculiarità in più: fanno parte di razze in via d’estinzione e si cercherà, attraverso questa attività, di riuscire a conservarle il più possibile con l’obiettivo di riuscire a superare i problemi di fecondazione che sono stati rivelati dopo attenti studi su questi animali.
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Entrando nello specifico i cavalli sono appartenenti alla razza autoctona del Monte Rufolino, mentre le capre appartengono a quella della Garfagnana. Per quanto riguarda i bovini, in questo caso parliamo, a piena produzione, di circa 400 capi, verranno allevati per la produzione di carne che verrà venduta al gruppo Cremonini, leader mondiale in questo settore, sempre alla ricerca di prodotti allevati e cresciuti in ambienti con requisiti di biocompatibilità. In questa prima fase l’azienda potrà contare sul latte di capra, già presenti 250 esemplari, con una capacità di produzione di circa 30 quintali al giorno. Nei prossimi mesi il loro numero sarà raddoppiato, consentendo la copertura della produzione su tutti i 12 mesi.
«Dopo vent’anni di inattività si completa un lavoro di sinergia che riguarda questa località, – afferma Filippo Bellesi – abbiamo fatto sì che quest’area tornasse d’interesse. Chi ha voluto investire ha trovato dei partner che lo hanno supportato, il Comune e la Provincia. Oggi possiamo festeggiare la trasformazione da area abbandonata ad area di produzione che è un’opportunità di lavoro e di indotto economico per il territorio, ritornando alla nostra essenza, alla cultura contadina che ci ha da sempre contraddistinto. Mi permetto di fare una battuta: chi diceva che il sindaco raccontava delle fole (bugie), ricordo che l’unica vera Fola è solo quella di Irola».
Soddisfazione anche per il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti: «La sinergia che siamo riusciti a mettere in atto con il comune di Villafranca deve essere un esempio per tutta la provincia di come si recupera, di come si investe, di come si creano posti di lavori. Questo è solo il primo step, il secondo sarà il recupero del bosco e dei pascoli. Vogliamo che la Lunigiana torni protagonista e che possa dare una mano a risolvere alcune problematiche come quella del lavoro. Villafranca ha centrato un obiettivo e la Lunigiana dovrebbe riprendere la sua vocazione agricola e zootecnica. Significa avere un territorio più sicuro, più sano e fruibile da parte di tutti».
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