Toscana
Le chiede il biglietto lei le storce una mano: a processo per lesioni
La donna deve rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale Ieri , in aula, non ha negato ma ha tentato di giustificarsi
MASSA. È una giornata come tante sul treno diretto a Chiavari fin quando l’addetta al controllo dei biglietti si imbatte in una viaggiatrice che di esibire l’abbonamento proprio non ne vuole sapere. Adesso quella viaggiatrice è alla sbarra, di fronte al giudice monocratico Giovanni Tori: deve rispondere di lesioni aggravate e di resistenza a pubblico ufficiale.
Tutto accade nel gennaio scorso: la donna, ora imputata, sale sul treno alla volta di Chiavari, deve raggiungere la Liguria per prendere parte al funerale di un parente. Si sistema in una carrozza e lì conosce un fotografo con cui comincia a chiacchierare: ha anche lei - come confida al giudice durante le dichiarazioni spontanee rese in aula - una passione per gli scatti fotografici. Mentre i due si scambiano opinioni e consigli utili su luci e teleobiettivi, si avvicina la dipendente delle Ferrovie addetta al controllo dei titoli di viaggio e chiede ai due viaggiatori di esibire biglietto o abbonamento. La donna cerca e ricerca tra giacche e borse, l’abbonamento non lo trova e non lo esibisce. Riferisce di esserselo dimenticato a casa e allunga la carta di identità alla controllora che le spiega che è necessario esibire il titolo di viaggio.
Ma la donna proprio non vuole saperne: perde il controllo, sottrae la carta di identità dalle mani della dipendente che le ha chiesto l’abbonamento. La sottrae accanendosi sul braccio della “controllora” con tale forza da procuragli una lesione. Ed è - come dicevamo - con l’accusa di lesioni aggravate che la viaggiatrice si trova a processo.
Ieri, in aula, davanti al pubblico ministero Sara Parizzi e al giudice Tori, ha chiesto di poter rilasciare dichiarazioni spontanee ed ha offerto la sua versione dei fatti. Non ha negato di aver reagito alla richiesta di esibire l’abbonamento, né ha negato di non averlo avuto con sè quello stesso abbonamento, ha però spiegato al giudice - che più volte l’ha invitata a non divagare e ad attenersi ai fatti oggetto del processo - di aver reagito perché, in un periodo di grande fragilità psicologica, si era sentita in imbarazzo di fronte al fotografo con cui stava parlando.
Dopo le dichiarazioni dell’imputata, il processo è stato rinviato. —
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