Toscana
Charles, l'eroe orfano nigeriano. Il titolare del market: «Ma non posso metterlo in regola»
Spallanzani, titolare del Super Day, voleva regalargli 100 euro ma non li ha voluti. I clienti gli trovano lavori saltuari, ogni mattina spazza la strada e aiuta come può
MASSA. Da l'altra mattina è un eroe. Glielo dicono anche i clienti del Super Day, il market di via Pisa a Marina di Massa, dopo aver fatto la spesa: «Sei stato grande», «Bravo ragazzone». E qualcuno gli “allunga” un euro. Parlano di Charles Afekolu, il rifugiato politico, arrivato a Massa due anni fa dalla Nigeria, che giovedì sera ha sventato una rapina a mano armata al Super Day, il supermercato davanti al quale chiede ogni giorno qualche spicciolo, in cambio di piccoli favori: «Aiuto le signore con la spesa – ci racconta – se sono anziane e a piedi prendo io le bottiglie dell’acqua e gliele porto fino a casa. Oppure a volte i ragazzi della scuola lasciano le biciclette davanti al negozio, io le parcheggio meglio».
Charles ha 25 anni, dice di non avere i genitori, ma quando gli chiediamo se siano morti, alza le spalle e dice «non ce li ho, né madre, né padre»; scappò dalla Nigeria per problemi politici, «lì non va bene, non va mai bene», però quando parla della sua terra non nasconde che «l’Africa è bella».
Si percepisce che la sua storia è dolorosa da raccontare. Charles continua a dire «politica non va bene, non va bene» come se tutti potessero capire di cosa stia parlando.
Oggi vive in una casa di accoglienza in via Carducci, assieme ad altri compagni migranti, studia italiano e cerca un lavoro, anche se il da fare non gli manca, perché la gente di Marina, quella che lo ha conosciuto davanti al Super Day, gli fa fare dei lavoretti, nei giardini, o in casa. Dopo la rapina, poi, è diventato l’eroe del quartiere: «Ho portato il giornale al mio amico – dice Charles – perché non mi voleva credere».
Michele Spallanzani è il giovane titolare del Super Day: insieme a Charles ha bloccato i due malviventi dopo la rapina. «Sapevano – ci racconta – che quella sera in cassa ci sarebbe stata una ragazza, ne sono sicuro. Per un momento ho avuto l’impressione che uno dei due fosse venuto a fare la spesa qualche giorno prima, per controllare la situazione. Ha sradicato il registratore di cassa ed è fuggito con il complice. Charles li ha bloccati. Uno dei due ha minacciato dicendoci che ci avrebbe accoltellato, allora io ho gridato a Charles di lasciarlo andare, tanto avevano già perso il bottino, ma lui non lo mollava, voleva trattenerlo. La mattina dopo ha anche ritrovato la pistola che uno dei due aveva perso nella colluttazione. Ci è andata bene».
Ma chi è Charles? E cosa fa per il Super Day? «Lui vorrebbe lavorare gratis – racconta Michele Spallanzani – ma io glielo impedisco, perché non posso metterlo in regola. A volte mi chiede di portare la merce in magazzino, o di lavare i vetri, mi vuole aiutare con i carichi. Ma io non posso permetterlo. Se gli porto un pezzo di focaccia al pomeriggio lui la vuole pagare con i soldi che i clienti gli danno quando li aiuta. Non accetta denaro da me. La mattina arriva puntuale alle otto, prende una scopa e si mette a spazzare il cortile, fino alla strada davanti alla scuola. Dopo la rapina volevo fargli un regalo, 100 euro per aver salvato un incasso di oltre 1000 euro, ma lui non li ha accettati. E’ un bravo ragazzo, deve solo imparare meglio l’italiano»
Il suo futuro è comunque incerto: «Mi piace stare a Massa – dice Charles – qui si sta bene». E quando gli chiediamo se abbia trovato una fidanzata, lui capisce “finanza” e cerca il suo permesso di soggiorno, dicendoci che è in regola. «Wife, Charles» gli grida Michele. E lui risponde: «No, no wife, non è ancora il momento»
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