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«Alla Progetto Carrara non c’è stato mobbing»
Un geometra aveva presentato ricorso lamentando un atteggiamento perpetrato nei suoi confronti dall’azienda e dai colleghi di lavoro
CARRARA. Il geometra Salvatore Milano, nel novembre 2015, ha proposto ricorso nei confronti di Progetto Carrara (assistita dagli avvocati Riccardo Diamanti e Laura Marchiò) al giudice del Lavoro Erminia Agostini, lamentando di essere vittima di mobbing perpetrato nei suoi confronti dall'azienda e dai colleghi stessi di lavoro. Il geometra rivendicava anche l'avvenuto espletamento di fatto di mansioni superiori. Tali mansioni gli sarebbero state poi sottratte in seguito e a causa di un periodo di malattia dello stesso. Al rientro dalla malattia, secondo la sua ricostruzione dei fatti, sarebbe stato demansionato ed isolato all'interno della società. Pertanto, oltre a rivendicare gli emolumenti spettanti per le mansioni superiori esercitate, chiedeva il risarcimento del danno biologico e morale subito a causa dei comportamenti illegittimi tenuti dalla società, del danno psicofisico ed esistenziale, i danni derivanti dalla illegittima dequalificazione oltre una somma a titolo di indennità contrattuale. Per circa 500mila euro. Con condanna anche della società a riassegnare al geometra Milano le mansioni esercitate.
Il giudice, all'esito di un'articolata istruttoria, ha escluso in primo luogo che il geometra avesse svolto mansioni superiori, evidenziando come lo stesso, non avrebbe potuto nemmeno assumere le prerogative e responsabilità proprie degli ingegneri. Ha, altresì, escluso, lo svuotamento di mansioni al rientro dalla malattia e ha, quindi, decisamente escluso il mobbing, evidenziando inoltre come la società, si fosse comportata in maniera più che corretta nei confronti del ricorrente. —
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