Sicurezza
Tra gli indagati un tecnico che lavorò a Costa e Guglielmi
Rimane ancora ai domiciliari il vigile del fuoco Marco Frittella La difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare, la pm deve esprimersi
massa. È ancora agli arresti domiciliari Marco Frittella, il funzionario dei vigili del fuoco accusato di corruzione e altri reati per il caso dei certificati antincendio falsati. Mercoledì, di fronte al gip Giovanni Maddaleni, il suo avvocato Marco Gianfranceschi ha richiesto la revoca delle misura cautelare. Non era presente però la pm Alessia Iacopini, titolare dell’inchiesta e impegnata in un’altra udienza, che ha due giorni per esprimersi sull’istanza di revoca proposta dalla difesa. Oggi dunque dovrebbe essere il giorno in cui si saprà qualcosa in più.
E se come spiegato dal procuratore capo Aldo Giubilaro le indagini sono ancora in corso, si cominciano a delineare i profili delle altre cinque persone indagate, oltre Frittella.
Oltre ad alcuni soggetti legati a importanti realtà imprenditoriali del territorio, tra di loro c’è anche un tecnico che si sarebbe occupato dei lavori alla ditta Costa e al teatro Guglielmi.
Ma per l’appunto le indagini proseguono e rimane da chiarire quello che è stato anche il ruolo dei tecnici nella vicenda. In quella che potrebbe trasformarsi anche in una “guerra” di periti, con la necessità di capire come e perché i lavori sono stati fatti male.
Ad esempio, per quanto riguarda le aziende private, se e in cosa sarebbe consistito il vantaggio degli imprenditori nell’ottenere dei Certificati di prevenzione incendi falsi. E ancora: l’ipotesi che i lavori siano stati fatti in poco tempo, accorciando quelli previsti, per fare prima a parità di consenso. O se chi ha commissionato i lavori si è poi trovato di fronte una situazione differente da quella prospettata nei progetti.
Insomma, responsabilità che s’intrecciano e che potrebbero sciogliersi con il procedere delle indagini.
Il procuratore Giubilaro ha speso parole di elogio ripetute per il ruolo che i vigili del fuoco hanno avuto nelle indagini. «Si sono spesi molto, anche fuori dall’orario di lavoro, per metterci in condizioni di capire cosa era successo. D’altronde le questioni trattate erano estremamente tecniche e l’unico modo per approcciarsi era mettersi umili, senza la presunzione di sapere cosa bisognava fare».
Parlando del caso del teatro Guglielmi, Giubilaro ha spiegato che «c’erano carenze macroscopiche, con investimenti sulla sicurezza importanti da fare. Gli stessi vigili del fuoco che hanno collaborato alle indagini si sono trovati di fronte una situazione grave si è operato per anni in condizioni di scarsa sicurezza». Non risultano però iscritti nel registro degli indagati dipendenti pubblici o amministratori. La gran parte della documentazione con la quale poi sono state formulate le accuse arriva da materiale cartaceo sequestrato e intercettazioni audio e video. —
Libero Red Dolce
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