Gioco
Scandalo sicurezza, le amministrazioni pronte a costituirsi parti civili
L’assessore Guidi: «Il teatro è una ferita aperta». Il sindaco De Pasquale: «Conferma la mia scelta di non firmare in deroga»
A Massa c’è il teatro Guglielmi, sotto sequestro dal dicembre 2017; a Carrara c’è lo stadio Dei Marmi chiuso al pubblico e riaperto solo in parte: entrambe le strutture sembravano essere a norma ed agibili, invece avevano una lunga serie di problematiche da risolvere ed un certificato di prevenzione incendi rilasciato senza i requisiti. I comuni di Massa e di Carrara sono pronti a costituirsi parte civile nell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari di un funzionario dei vigili del fuoco.
Non ha alcun dubbio Marco Guidi, assessore ai Lavori pubblici di Massa sul fatto che «laddove emergessero responsabilità penali e reati accertati per i lavori pregressi al teatro Guglielmi, il comune si costituirà parte civile; confidiamo che l'operato della Magistratura porterà chiarezza nella vicenda del teatro che è una ferita ancora aperta per la città e i suoi cittadini». E proprio quella ferita porterà l’amministrazione a chiedere un risarcimento per il danno «che per noi – aggiunge Guidi - è stato anche un danno all'immagine». Per il principale teatro massese i Vigili del fuoco hanno segnalato oltre cento prescrizioni e per risolvere l’amministrazione ha presentato un progetto attualmente al vaglio dei vigili del fuoco e il cui parere, per ottenere definitivamente il Cpi, è atteso per i primi giorni di dicembre.
«Quella procedura va avanti regolarmente» assicura l’assessore precisando che «gli attuali progetti, per gli interventi programmati nel 2019, sono totalmente estranei all'indagine che non andrà in alcun modo ad inficiare quei lavori».
Anche il comune di Carrara valuta possibilità di costituirsi parte civile perché «la città e l’amministrazione sono direttamente coinvolte per la vicenda dello stadio» ha dichiarato il sindaco Francesco De Pasquale che ripercorre quanto avvenuto nelle ultime settimane e i dubbi dell’amministrazione. «L’operazione Fire sembra confermare dubbi e perplessità già denunciate in un consiglio comunale – dice il sindaco – l’impianto dei Quattro olimpionici aveva un regolare Cpi, un’agibilità completa stabilita dal 2015 nonostante fin dal 2005 fossero state segnalate diverse prescrizioni e per dieci anni lo stadio è stato aperto in deroga. Poi improvvisamente è risultato agibile senza che fosse stato effettuato alcun tipo di lavoro».
Il sindaco ribadisce di aver «volutamente scelto di non firmare documenti di deroga per non mettere in pericolo i cittadini perché di fronte alla sicurezza non si poteva rimanere inerti». Anche nel caso dello stadio, come per le altre strutture, non si è trattato di prescrizioni relative ad una segnaletica mancante, comunque fondamentale, ma «erano di gran lunga cose più serie» ha aggiunto De Pasquale soddisfatto oggi di avere «uno stadio più sicuro, che ha già visto effettuati lavori importanti che continueranno nei prossimi mesi in modo tale da riportarlo agibile e a completa disposizione». —
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