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«Prima abbassare l’alveo e pensare all’estetica»

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MASSA. «È fuori discussione che il tema della sicurezza idraulica del Frigido debba esssere affrontato con urgenza e che i timori per la sicurezza dei cittadini. E occorre non perdere i finanziamenti già stanziati dalla Regione Toscana ma, al momento non utilizzati». È la premessa da cui parte la sezione Mazzini del Pri per sostenere poi che gli interventi devono riguardare la riprofilatura dell’alveo e la risagomatura delle sezioni fluviali in modo da assicurare il migliore deflusso delle acque: due interventi, sostengono i repubblicani, «che di per sé consentirebbero una riduzione dell’altezza del muro di contenimento previsto». In secondo luogo, «i muri effettivamente necessari devono essere compatibili con il paesaggio attraverso l’adozione di tecniche di progettazione naturalistica che producano la maggior integrazione possibile con l’ambiente fluviale. Tali interventi devono prevedere, pertanto, una progettazione naturalistica integrata utilizzando le tecniche più avanzate dei giardini verticali, delle aiuole pensili, dell’ingegneria naturalistica».

E ancora: sulle strade che costeggiano il fiume «si dovranno prevederereinterri in modo da ridurre l’impatto dei muri, che si prevedono compresi tra i 2,5 e i 5 metri di altezza rispetto al livello strada nel tratto a monte di via Parma e il Ponte di via Mazzini. Un intervento di tale portata, sotto il profilo dell’impatto ambientale, non può essere affrontato soltanto attraverso parametri ingegneristici. —



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