Il Tirreno

La banda massese aveva trasformato i furti nelle case in un business

Chiara Sillicani
La banda massese aveva trasformato i furti nelle case in un business

Entravano di notte, anche in camera, e rubavano di tutto. E se facevano un solo colpo per sera si lamentavano

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MASSA. Ciascuno ha un ruolo assegnato e un compito da svolgere: ci sono orari di lavoro e precise modalità di azione. Si lavora tutte le sere e si “riposa” la domenica. Ci sono pure le ferie così quando qualcuno del gruppo decide di staccare e prendersi una pausa, beh l’intera banda si ferma perché il lavoro è così strutturato che, se manca un pezzo, non può svolgersi al meglio.

Gli inquirenti non hanno dubbi: quella tra Augustin Sherri, Aurel Bibaj, Ervin Sherri e Nike Molle è una vera e propria associazione a delinquere; emerge con chiarezza durante l’indagine del commissariato fortemarmino. I quattro si conoscono molto bene e da tempo. E abitano tutti a Massa: Augustin, Aurel e Ervin a Mirteto, Nike in via Vittorio Veneto. Li unisce la nazionalità albanese e un obiettivo: fare soldi e rapidamente. E di soldi - si legge nell’ordinanza di misura cautelare firmata dal gip Antonia Aracri - ne fanno parecchi visto che non solo tirano avanti, ma trasferiscono pure denaro nel paese di origine per costruirsi la casa e starsene sereni, una volta in “pensione”. I quattro, nell’ambito dell’operazione “Oro Forte” del commissariato fortemarmino, finiscono in carcere (Nike Molla già c’era perché arrestato in flagrante, nell’ambito della prima tranche di quella stessa operazione). Sono loro, secondo gli inquirenti, ad aver messo a segno 89 colpi (quelli accertati) in abitazione, dall’agosto del 2015 al marzo del 2017. Il loro raggio di azione è ampio: si muovono dalla Versilia - a Pietrasanta e Seravezza sono di casa - fino allo spezzino. “Lavorano” spesso su Arcola e Santo Stefano Magra e sono esperti e organizzatissimi: hanno un autocarro Mitsubishi, lo usano per battere tutta la costa e cercare le zone in cui passare all’azione. Ed è su quello stesso autocarro che salgono per raggiungere le case da svaligiare. La loro struttura organizzativa conta pure su tre appartamenti (quelli di residenza) in cui nascondono la refurtiva. Hanno un abbigliamento ad hoc per “il lavoro”: tute, felpe scure e con cappuccio, guanti. A confermare l’efficienza organizzativa dei 4 ci sono le intercettazioni: il 3 luglio del 2017, prima di mettere a segno il colpo, il gruppo parla proprio di indumenti (Nike: ma non avete bisogno di cambiarvi... cosa vi cambiate? / Aurel: i vestiti... i pantaloni / Nike: finchè siete pronti prendo gli attrezzi... /Augustin: ci vestiamo perché ci sono dei cespugli Il problema mio sono i cespugli... il problema mio sono i cespugli, non ho mica freddo ma ci sono i cespugli che ti graffiano).

La banda passa all’azione - gli inquirenti lo hanno documentato - tra la mezzanotte e le cinque del mattino. A scegliere zona e obbiettivo è Nike Molla che fa il sopralluogo e individua anche le possibili vie di fuga. Chi del gruppo passa all’azione forza le finestre e le porte, entra e si introduce persino nelle camere da letto: uno dei luoghi in cui vanno a colpo sicuro sono i comodini dove abitualmente si lasciano orologi e anelli prima di andare a letto. Chi rientra dopo il furto racconta a chi attende in auto quello che ha visto: l’anziano che russa, la signora che si è addormentata con il libro tra le mani. Scorci di vita domestica e di intimità.

La banda punta a più colpi in una notte e se non ce la fa, si lamenta. È così nel luglio del 2017: Augustin: il problema è che alle due si possono fare due case al massimo... di più non possiamo fare... senti siamo passati da uno str.. Era sveglio ma ce l’ho fatta a tagliargli una rete, ho fatto di tutto per tagliargliela... metti la borsa in fondo... quella borsa da donna mettila sotto quella dei vestiti). Chi entra arraffa tutto: oro, soldi, telefoni, borse. Anche spiccioli. In intercettazioni la banda conta “i soldi di ferro” : si separa l’oro dal denaro e si fa la conta del ricavato in contanti, si sottraggono le spese per la benzina, poi si divide. E dove il colpo non è stato messo a segno per difficoltà “logistiche”, la banda conta di tornare. È così anche l’8 agosto del 2017. Il duo Sherri Augustin e Aurel Bibaj non è riuscito a rubare perché qualcuno dal proprio giardino li ha scoperti. Così, tornati in macchina, riferiscono a Nike Molla ( Augustin: bisogna tornare qui dopodomani... Sì a Pietrasanta... abbiamo fatto solo i soldi per la macchina/ Aurel: abbiamo messo tre ore per spaccare e hanno tutto dentro/ Nike: in cassaforte? / Augustin: in cassaforte... giuro... abbiamo cercato.. non erano in casa... Sono entrato dove c’era la cassaforte). Una banda organizzatissima, quindi, sgominata dagli uomini del commissariato fortemarmino. —
 

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di Redazione web