Il Tirreno

«Sono disabile e per la visita devo fare tre piani di scale a piedi»

L.R.D.
«Sono disabile e per la visita devo fare tre piani di scale a piedi»

Marilena è senza una gamba e per rinnovare la patente è dovuta salire al reparto di medicina nucleare: «L’ascensore è rotto». Ma per due giorni non lo riparano

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MASSA.. «Mi hanno fatto fare tre rampe di scale senza una gamba, per ben due giorni di seguito, per rinnovare la patente. E se il primo giorno posso capire che l’ascensore era rotto, perché il secondo non l’hanno riparato?».. È l’accusa di Marilena Sanguinetti, una donna disabile che negli ultimi giorni ha dovuto rinnovare la patente e si è trovata di fronte di fronte quello che a tanti nella vita di tutti i giorni non sembra nemmeno un ostacolo e che invece diventa una fatica per chi ha un problema fisico.

Le chiamano barriere architettoniche, ma la parola, così neutrale, nasconde un po’ la verità. Che è quella di una scarsa considerazione del problema che possono vivere le persone disabili nel vivere la quotidianità e che con un maggiore senso civico e responsabilità potrebbe essere risolto.

«Sono andata nell’ambulatorio di Medicina Nucleare che si trova al terzo piano - spiega la donna a Il Tirreno - una prima volta lunedì. Dovevo consegnare dei documenti: bollettini, marca da bollo. Peraltro che dovessi andare prima e non il giorno della visita me lo ha detto un’altra persona disabile, dagli uffici non mi è stato comunicato nulla».

Ma il problema vero non è stato questo. «Una volta arrivata mi hanno detto che dovevo recarmi al terzo piano. A me manca una gamba e sono andata a cercare l’ascensore. Mi hanno spiegato che per un guasto era rotto».

Alla signora Sanguinetti non resta che affrontare le scale, ben tre rampe. «Mi ha per fortuna aiutata un giovane molto gentile, ma è stata una faticaccia. Comunque ho consegnato i documenti, sapendo che sarei tornata il giorno dopo».

La visita per il rinnovo della patenteè fissata per il giorno dopo alle 13.30. «Sono andata prima per sicurezza, mi avevano detto che l’ascensore lo avrebbero riparato. E invece era di nuovo guasto».

Ancora una volta Marilena deve fare le scale. «Mi sono lamentata e si sono giustificati arrampicandosi sugli specchi. Una cosa incredibile, non si può gestire un posto pubblico in questo modo. Inoltre sono stata al terzo piano ad attendere fino all’orario della visita e quando è arrivato il momento non mi hanno chiamata. Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che per me, dato che sono disabile, la visita era prevista al piano terra. Una cosa giusta, ma perché non dirla prima di farmi fare le scale a piedi?». —

L.R.D.
 

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