Proteste
Razzia nella scuola Tifoni rubati computer e spiccioli
Attacco nella notte all’edificio di via IV Novembre, spaccate le porte interne messa a soqquadro la segreteria, ingenti i danni. Indagini dei carabinieri
PONTREMOLI. Nella notte tra lunedì e martedì, il plesso scolastico di Via IV Novembre è stato oggetto di una visita indesiderata da parte di ladri. È stata davvero una brutta sorpresa quella che si sono trovati di fronte, ieri mattina, il personale, i genitori e i giovanissimi studenti della struttura scolastica che, dopo la redistribuzione delle classi avvenuta a seguito dell’inaugurazione del nuovo edificio in via Martiri, ospita soltanto le classi della Primaria dell’Istituto Comprensivo “Tifoni” e la Presidenza e la Segreteria dell’Istituto Comprensivo “Ferrari” (istituto quest'ultimo che, come detto, ha trasferito le sue otto classi interamente nella nuova struttura).
Ignoti sono riusciti a forzare uno degli ingressi, introducendosi nell’edificio rompendo il vetro di una finestra nascosta all’interno di un profondo rientro formato da due ali dell’edificio. Dopo essere penetrati all’interno della struttura i malviventi hanno razziato le aule, portando via diversi computer, ormai ampiamente utilizzati nella didattica, e alcuni spiccioli che sono riusciti a ricavare da una macchinetta del caffè a gettoni. Hanno agito indisturbati, senza che nessuno si accorgesse di qualcosa e se ne sono andati con il bottino.
Numerosi e ingenti i danni: secondo un primo calcolo approssimativo fatto dalle autorità scolastiche, si parla di alcune migliaia di euro, con gran parte delle porte interne chiuse a chiave che sono state forzate. Una visita particolarmente accurata i ladri la hanno riservata ai locali che ospitano l’ufficio e lo sportello della Segreteria, probabilmente ritenendo di potervi trovare dei soldi. I carabinieri della stazione di Pontremoli hanno avviato le indagini effettuando alcuni rilevi nel luogo del misfatto per trovare elementi utili per cercare di scoprire l’identità dei malviventi. Anche se al momento non paiono essere emersi indizi significativi, comunque gli inquirenti sono all’opera e certamente faranno il possibile per consegnare i colpevoli di questo spregevole atto alla giustizia.
Certo non si può non rimarcare come questi sono furti che lasciano e disarmati e quasi senza parole. E questo non tanto per il valore della refurtiva (comunque modesto visto che si tratta di vecchi computer che hanno, tra l’altro uno scarsissimo valore di mercato di pochi spiccioli), ma per quello che rappresentano. Perché con questo atto si è andato a deturpare un luogo fondamentale per una collettività e soprattutto per coloro che, di questa comunità, rappresentano il futuro, ovvero i più giovani. —
Riccardo Sordi
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