Il Tirreno

il disastro aereo 

La salma di Andrea Manfredi tornerà a casa venerdì

R.M.
La salma di Andrea Manfredi tornerà a casa venerdì

La famiglia non sa ancora l’orario di arrivo, sabato i funerali e il lutto cittadino Il papà Maurizio: in ricordo delle sue passioni, porteremo avanti le sue attività

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massa. Sabato pomeriggio alle 15, in Duomo, la città in lutto darà l’ultimo saluto ad Andrea Manfredi, il giovane sportivo e imprenditore deceduto nell’incidente aereo del 29 ottobre scorso in Indonesia. Ieri è arrivata la comunicazione alla famiglia che dopo il riconoscimento ufficiale, svolto dall’Interpol per conto dei congiunti stessi, la salma sarà aviotrasportata domani, giovedì e arriverà a casa Manfredi venerdì, in un orario ancora definito. Per questo la famiglia ha deciso di trasferire il feretro in Duomo sabato mattina e non prima, e poi le esequie saranno alle 15. Come spiega il papà di Andrea, è stato il Ministero degli Esteri italiano, d’intesa con il consolato di Giacarta, a sconsigliare assolutamente i genitori o la sorella ad andare a Giacarta.

Il papà Maurizio, la mamma Sonia, la sorella gemella Linda non potranno però vedere un’ultima volta il loro Andrea. Troppo tempo è passato dal disastro aereo al riconoscimento, il feretro arriverà sigillato. «L’Interpol - spiega papà Maurizio - ha assicurato senza ombra di dubbio che la salma è del nostro Andrea. Siamo qui in attesa. È passato un mese che ci ha sconvolto tutti ma ora la nostra volontà è di portare avanti la memoria di nostro figlio e le sue attività. Proprio pochi giorni prima dell’incidente al telefono mi aveva detto, ed era così contento, “Babbo, questo viaggio mi cambia la vita...”. Purtroppo, l’ha interrotta a lui e sconvolta a tutti. Però aveva un entusiasmo e una carica incredibili, riusciva a fare tutto, anche ad andare ancora in bicicletta, la sua passione che, come diceva, nessuno gli avrebbe mai tolto, e noi faremo di tutto per onorarli».

Il 20 ottobre scorso, nove giorni prima della tragedia, Andrea aveva costtuito ufficialmente la società ad Hong Kong per commercializzare nell’enorme mercato orientale il suo ciclocomputer Sportek. «Sul momento - confida il padre di Andrea - avevamo pensato di non voler sapere più di niente. Poi invece ci siamo detti che no, non sarebbe stato giusto lasciare andare tutte le sue idee e il suo entusiasmo. È da quando aveva 17-18 anni che pensava a questo dispositivo Sportek, che ha iniziato a svilupparlo, e allora, con il socio di Hong Kong che ci ha contattato, abbiamo pensato di risentirci fra qualche tempo ma che subentreremo noi in suo nome. E così porteremo avanti la ditta di edilizia di famiglia, che dopo trent’anni in cui l’avevo condottaio, l’aveva presa lui, e idem per il negozio di Forte dei Marmi A e M Casa. Lo gestiva lui, w abbiamo deciso, ripeto, di tenere tutto, per ricordarlo e rispettare quanto aveva realizzato con passione e dinamismo».

La famiglia di Andrea non ha neppure saputo con precisione in che posizione dell’aereo si trovasse Andrea al momento dello schianto: «Indicativamente - aggiunge il genitore - si direbbe a metà circa. Con lui viaggiava una famiglia di amici indonesiani, completamente distrutta».

Una tragedia, la morte del nostro concittadino così attivo e impegnato, così solare, che ha molto colpito la comunità massese e non solo, l’amministrazione comunale aveva anticipato che nel giorno delle esequie sarebbe stato indetto il lutto cittadino e in questi giorni saranno definite le modalità. Tutte le iniziative festose di sabato sono state sospese. Andrea aveva lasciato un gran ricordo anche nel mondo dello sport, prima nella pesca sportiva, poi nel ciclismo. Aveva solo 26 anni e la città gli dirà addio nello stesso Duomo in cui, diciassette anni fa, Massa e la provincia piansero un’altra ragazza brillante uccisa in un incidente aereo a Linate, Valentina Giumelli, coetanea di Andrea. —

R.M.

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