Il Tirreno

il secondo filone

Il mercato nero dell’oro arrivato fino ad Arezzo

M.T.
Il mercato nero dell’oro arrivato fino ad Arezzo

Due imprenditori della capitale dell’artigianato orafo avrebbero acquistato oltre 320mila euro in lingotti che erano stati fusi in una stalla a Piano di Conca

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VIAREGGIO. Un mercato nero dell’oro che sarebbe arrivato fino alla culla dell’artigianato orafo: Arezzo. È una delle colonne portanti dell’inchiesta di Procura di Lucca, polizia e Guardia di finanza, che ha portato a 25 arresti (24 in carcere) e a una quarantina di indagati.

Il legame tra Versilia e Arezzo, secondo gli inquirenti, sarebbe nato dal rapporto professionale tra la famiglia Fiorentino e i due imprenditori aretini, Giorgio Bellucci e Roberto Marrazzo, anche loro arrestati con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere. Secondo gli inquirenti i Fiorentino, dopo aver comprato a un prezzo di poco inferiore al valore di mercato l’oro proveniente dal bottino di razzie nelle case, lo avrebbero fuso in lingotti artigianali in una fonderia improvvisata in una sorta di stalla, nella loro abitazione di via Delle Rose a Piano di Conca. I lingotti sarebbero stati venduti in più occasioni, per un totale di oltre 320mila euro, a Bellucci e Marrazzo, quest’ultimo proprietario del Compro oro “Il mercatino dell’oro”, in via del Borro ad Arezzo. I due avrebbero acquistato i lingotti in contanti, per poi rifonderli e, diciamo così, ripulirli attraverso la fonderia “Vulcano Oro”, in via Calamandrei 119, sempre ad Arezzo. Da lì l’oro sarebbe stato reimmesso sul mercato.

«Circa un anno fa, nel novembre del 2017 – ricostruiscono polizia e Finanza – Gennaro Fiorentino e Alessandro Iselli si recarono ad Arezzo con 1.630 grammi di oro. L’oro, fuso poi in un lingotto nella fonderia di via Calamandrei, fu acquistato da Bellucci e Marrazzo al prezzo di 55.600 euro in contanti. Il 4 dicembre successivo, sempre Fiorentino ed Iselli cedettero ai due aretini 1 chilo d’oro per 30 mila euro; il 15 gennaio 2018, due lingotti di circa 4 chili al prezzo di 100mila euro; il 14 febbraio, 2.201 grammi per 66.800 euro». Ricordiamo che, come risulta dalle carte dell’inchiesta, Gennaro Fiorentino non è titolare né del Compro oro in via Machiavelli a Viareggio, di cui è intestatario il figlio Matteo Fiorentino, né di quello in piazza Carducci a Pietrasanta, che è intestato alla nuora, cioè la moglie del figlio Nunzio Fiorentino.

Il 16 febbraio scorso sarebbe avvenuto un altro incontro tra Fiorentino, Iselli, Bellucci e Marrazzo, sempre per l’ennesima cessione di oro. Ma a questo incontro, spiegano gli inquirenti, si presentano gli investigatori delle squadre mobili di Lucca e Arezzo e del commissariato di Forte dei Marmi. «In quella occasione - si spiega - furono sequestrati un lingotto artigianale di 2.491 grammi e circa 70 mila euro in contanti». Quello stesso giorno, in Versilia, durante la perquisizione dei Compro oro di Viareggio e Pietrasanta finiti nel mirino, «vengono trovati e sequestrati frammenti di monili in oro, tagliati e deformati, un piccolo lingotto artigianale di 159,9 grammi e orologi Rolex di provenienza illecita – ricostruiscono gli investigatori – Per ritornare in possesso dell’oro sequestrato Gennaro Fiorentino e la moglie non esitarono a chiedere ad un affezionato cliente di Modena di formare un documento falso, effettivamente prodotto nell’udienza innanzi al Tribunale collegiale del Riesame, allo scopo di dimostrare la legittima provenienza di alcuni Rolex sequestrati». —

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