Il Tirreno

Rubano la fascia al presidente del consiglio comunale, stanziati 955 euro

Camilla Palagi
Stefano Benedetti con la fascia da presidente del consiglio
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Stefano Benedetti con la fascia da presidente del consiglio

Il Comune acquisterà anche alcune bandiere per sostituire quelle sbiadite. Benedetti aveva sporto denuncia per il furto del suo zaino 

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MASSA. Sgraffignata con destrezza e con astuzia. E la fascia rossa che rappresenta la carica di presidente del consiglio comunale sparisce nel nulla. . Lo denuncia proprio Stefano Benedetti alla Polizia di Stato il 12 novembre. Secondo la ricostruzione del presidente quel giorno, un lunedì, una volta uscito dal supermercato in cui si era recato per fare un po’ di spesa, qualcuno, non si sa chi, lo avrebbe derubato dello zainetto che conteneva la fascia in questione. «Stavo scaricando dalla mia automobile la spesa che poco prima avevo fatto in un supermercato noto della città – racconta Benedetti – e ho lasciato aperto il cancello della mia abitazione su cui era appoggiato lo zaino che conteneva al suo interno la mia fascia e la mia agenda personale, oltreché un ipad. Sono entrato in casa per scaricare i surgelati e una volta uscito per recuperare l’altra parte della spesa mi sono reso conto dell’assenza dello zaino».

Si tratterebbe insomma di un vero e proprio furto secondo il presidente Benedetti, avvenuto intorno all'ora di pranzo, quindi in pieno giorno, lunedì 12 novembre. Non è dato sapersi l’impegno istituzionale in calendario che avrebbe spinto il presidente a portare con sé fuori dalle mura di palazzo civico l’oggetto, in quanto anche l’agenda su cui era appuntato l’appuntamento è stata sottratta con il furto. La fascia con cui rappresenta il Comune di Massa in occasione degli incontri istituzionali però non poteva non essere sostituita visto che dietro l’angolo c’è la Festa della Toscana, fissata per il 30 novembre, che il presidente del consiglio rischiava di dover celebrare senza la fascia rossa.

Una mancanza che ha fatto immediatamente scattare la richiesta all'economato del Comune di acquistarne una nuova. E già che alcuni tricolori di proprietà dell’amministrazione risultavano «deturpati e strappati» la determina firmata dal dirigente del settore servizi finanziari Bruno Tarabella “vista inoltre la necessità di tenere in giacenza n°4 striscioni istituzionali di dimensioni mt. 1,50 x mt 20,00 per addobbare la facciata del palazzo comunale in occasioni delle ricorrenze nazionali” impegna l’amministrazione nel procedere all'affidamento della fornitura di fasce e striscioni per un importo di 955,30 euro iva compresa.

Un’operazione da “due piccioni con una fava” si potrebbe definire. Il furto è quindi costato al Comune più o meno l’equivalente di uno stipendio di un normale cittadino, per dirla in soldoni (chiamati direttamente in causa, d'altronde). La ditta incaricata della fornitura è la Novali Bandiere, specializzata nella produzione e nella vendita di bandiere, stendardi, labari, gagliardetti e gonfaloni. Tutti prodotti che si possono visualizzare sul sito dell’impresa.

Dal presidente il rammarico per la perdita «ho controllato in tutti i cassonetti che sono vicini a casa» ha ammesso Benedetti. «Non ho contattato Porzano (amministratore unico di Asmiu, ndc) ma faccio un appello alla cittadinanza: tenetevi l’ipad ma restituitemi documenti e fascia».

Sulla vicenda interviene anche l’ex presidente del consiglio comunale, Domenico Ceccotti: «la fascia si lascia in comune – dice Ceccotti – quando ero in carica io l’ho portata solo una volta a casa, per farla rammendare da mia moglie, dato che si era scucita. Almeno non ho speso soldi dei cittadini» —
 

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