Sicurezza
«Questa città non è a misura di ipovedenti Cambiamo sede»
CARRARA. «Questa città è piena di barriere architettoniche per ipovedenti e non vedenti e l'amministrazione è stata poco sensibile verso la nostra associazione». Fabio Basile non ci sta. Il...
CARRARA. «Questa città è piena di barriere architettoniche per ipovedenti e non vedenti e l'amministrazione è stata poco sensibile verso la nostra associazione». Fabio Basile non ci sta. Il presidente Anic (Associazione nazionale ipovedenti e ciechi), il carrarese Basile, fa sapere che la sede carrarese della sua associazione si sposta.
Ma non solo. Secondo il presidente Anic, infatti, a fare il paio con le lungaggini burocratiche ci sono anche le barriere architettoniche. «A partire dal marciapiede davanti a piazza Due Giugno, questa città ha troppe barriere architettoniche per ipovedenti e non vedenti», fa notare. Lui, ipovedente, è centralinista presso il Comune di Carrara e, racconta, già dall'uscita dal lavoro incontra le prime difficoltà, «tra marciapiedi dissestati, sporcizia e una serie di pali».
Come se non bastasse, aggiunge, «l'amministrazione ha mostrato veramente poca sensibilità verso la mia associazione e io ho deciso: vado via. Troppa burocrazia, ogni volta c'è un nuovo adempimento, un iter infinito a fronte di un affitto, inoltre, sostanzioso». Eppure, commenta amareggiato Basile, la sua associazione sul territorio, ad Avenza, in questo anno di vita all'incirca aveva fornito vari servizi che andavano dalle pratiche alle consulenze; inoltre aveva organizzato vari eventi. «Vorrà dire che lavoreremo con le sedi che abbiamo in altre zone», conclude Basile. Tra gli appuntamenti, ovviamente, uno spazio era destinato allo sport: Basile, ricordiamo infatti, è un campione dell'atletica leggera; proprio negli scorsi mesi erano arrivate altre medaglie da aggiungere alla sua lunga lista. —
L.B.
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