Lutto
La centrale idroelettica di Tavernelle, la Cassazione boccia i ricorsi
Comune di Licciana Nardi e Provincia battuti sul finire della battaglia legale. Il progetto dell’imprenditore Lorenzani presentato nel 2011 non ottenne la valutazione d’impatto ambientale
LUNIGIANA. Alla fine, la centrale idroelettrica di Tavernelle, sul torrente Taverone, si farà, non è pericolosa, né impattante: lo dice la Corte di Cassazione che ha rigettato i ricorsi del Comune di Licciana Nardi e della Provincia di Massa-Carrara, che furono presentati per stoppare l’opera, obbligando i due enti al pagamento di 5mila euro di spese legali. Finisce così la battaglia a suon di carte bollate, iniziata nell’aprile del 2011, quando Luigi Lorenzani presentò alla Provincia di Massa Carrara una richiesta di “concessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico” sul torrente Taverone, affluente del fiume Magra, assieme al progetto di realizzazione del relativo impianto. Il tutto fu sottoposto a procedimento di valutazione d’impatto ambientale (Via), si svolse la Conferenza di servizi, che si articolò in tre fasi, dall'ottobre 2013 al giugno 2014, nel corso delle quali vennero forniti i pareri delle varie autorità competenti e fu depositato un parere negativo, di “non compatibilità ambientale” dell'impianto progettato.
Lorenzani impugnò il parere dapprima dinanzi al Tar della Toscana e poi dinanzi al Tribunale Superiore delle acque pubbliche (Tsap) che, con sentenza depositata il 31 gennaio 2017, in accoglimento del ricorso, annullò gli atti impugnati, ritenendo che la motivazione che supportava la decisione della Conferenza dei Servizi avesse dato “credito unicamente alle ragioni del Comune di Licciana Nardi”.
Si è aperta così una battaglia legale, fatta di altri due ricorsi separati, presentati dal Comune di Licciana Nardi e dalla Provincia di Massa Carrara e di altri contro ricorsi di Lorenzani.
Finisce così: la Cassazione ritiene che il Tribunale Superiore delle acque pubbliche avesse ragione, che non era stata data “effettiva considerazione dei pareri espressi da tutti gli organi statuali e regionali, intervenuti nelle tre fasi dello svolgimento della Conferenza di servizi”, i quali invece “si erano espressi favorevolmente per il progetto, sebbene con prescrizioni di vario genere, e modalità da osservare in sede di realizzazione del progetto”: obiezioni che, secondo il Tsap, non giustificavano, di per sé, una determinazione completamente negativa.
Sul torrente Taverone, infatti, avrebbero dovuto essere costruite, da progetto, ben quattro centrali idroelettriche, opere da ritenersi senz’altro utili, soprattutto per la produzione di energia elettrica e che rappresentano un fattore significativo anche per lo sviluppo socioeconomico del Comune. Ogni cosa, però, doveva essere perfettamente funzionale, sostenibile e compatibile con il territorio in modo da non imbruttire e ostacolare le potenzialità, la vita e le risorse del Comune come la pesca, o le gare di canoa che si svolgono sul torrente. La Cassazione dovrebbe aver fugato ogni dubbio sulla fattibilità dell’opera. Resta da capire se l’imprenditore abbia ancora intenzione di investire, visto che, da quando presentò il progetto nel 2011, sono passati sette anni, una eternità per un imprenditore, che magari ha deciso di portare i suoi soldi altrove —
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