Il Tirreno

Quelle 105 donne che ce l’hanno fatta a dire “ora basta” e a chiedere aiuto

Camilla Palagi MASSA.
Quelle 105 donne che ce l’hanno fatta a dire “ora basta” e a chiedere aiuto

In Comune il primo Forum contro la violenza alle donne Amelia Zanti: combattere tutto ciò che non ci rende libere

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«Questo forum mostra il preciso intento dell’amministrazione: combattere tutti quei fenomeni che impediscono alle donne di essere veramente libere». Con queste parole l’assessora alle politiche sociali Amelia Zanti ha aperto la prima edizione del “Forum città di Massa contro la violenza alle donne”, inserito nell’ambito della tre giorni di iniziative organizzate dal Comune di Massa per porre all’attenzione della cittadinanza questo fenomeno così difficile da debellare. «Una battaglia di giustizia che ci coinvolge tutti», ha detto la Zanti, che ha sottolineato inoltre la necessità di porre un freno alla «cultura di odio di genere, che è stata tramandata di generazione in generazione».

A presentare l’idea del Forum anche il primo cittadino Francesco Persiani che ha colto l’occasione per salutare i familiari di Cristina Biagi, la donna che nel 2013 è stata uccisa sul lungomare di Marina di Massa dal compagno da cui aveva scelto di separarsi. L’invito che il sindaco ha rivolto ai presenti in sala 10 aprile è stato quello di condannare: «Anche vicini di casa o colleghi di lavoro, in modo da essere noi stessi sentinelle che contribuiscono alla crescita della città. La libertà - ha detto il sindaco citando il filosofo Jean-Jacques Rousseau - non consiste tanto nel fare la propria volontà, quanto nel non essere sottomessi a quella altrui». «Cosa si può fare per evitare che il fenomeno giunga sul tavolo della procura?» ha chiesto il sostituto procuratore Alessandra Conforti ai presenti, in larga maggioranza studenti e studentesse del liceo artistico Felice Palma, del liceo classico Pellegrino Rossi e dell’istituto alberghiero Giuseppe Minuto. «La violenza di genere va percepita. Dobbiamo alzare il livello di intolleranza e dire: non voglio tollerare questa discriminazione». Il sostituto procuratore ha ricordato l’esistenza in provincia della rete di contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne, che vede collaborare procura, forze dell’ordine, assistenti sociali, medici di pronto soccorso, centri anti violenza e volontari: «La donna in quanto tale ha dovuto sgomitare un po’ di più rispetto agli uomini per vedere riconosciuti i propri diritti» ha precisato Conforti, che non ha dimenticato di ricordare anche il riconoscimento di alcuni reati che solo fino a qualche decennio fa erano considerati legittimi. Come il delitto d’onore, che prevedeva la riduzione della pena per chi uccidesse la moglie, la figlia o la sorella, in uno stato d’ira che si riteneva sempre inevitabile e presunto, al fine di difendere, appunto, “l’onor suo o della famiglia”.

«Gli uomini maltrattanti, però, sono sempre figli della donne. La nostra responsabilità c’è, ed è nostro dovere tutelare i figli e il diritto a non subire violenze. Al primo schiaffo giriamo i tacchi e andiamo via. Le botte, i maltrattamenti, le umiliazioni non si perdonano». E durante il 2017 sono state più di cento, 105 per la precisione, le donne che nella provincia di Massa Carrara hanno chiesto aiuto ai centri anti violenza. Sei di loro hanno trovato accoglienza nella Casa rifugio per donne maltrattate e con loro 10 minori.

«Dal 2013 – ha raccontato la psicoterapeuta Erika Balestri, del centro anti violenza Duna – sono stati 305 casi i casi di donne che si sono rivolte a noi, prevalentemente italiane ma anche straniere, perché la violenza è un fenomeno trasversale. L’accento della narrazioni si pone spesso sul ruolo delle ragazze: doveva venire via, smetterla di stare con quel tipo. Ma quando siamo al centro della spirale della violenza non è facile esserne consapevoli». «Fondamentale il lavoro nelle scuole – ha sottolineato la dottoressa Francesca Rivieri, del Cav Duna - smontare gli stereotipi di genere, comprenderli, riconoscerli e lavorarci sopra. Lì è la parte importante della prevenzione: imparare a chiamare le cose con il loro nome». Presenti inoltre all’evento l’assessora all'istruzione Nadia Marnica e alcini consiglieri comunali: Dina dell’Ertole, Paolo Menchini, Eleonora Cantoni, Marco Lunardini, Piergiuseppe Cagetti, Irene Mannini, Bruno Tenerani, Lucia Bongiorni e Sara Tognini. E il ciclo di iniziative prevede per oggi il viaggio fra letture e musiche "Linea arancione", dalle 15.30 alle 17, in piazza Largo del Nero, sagrato del Duomo e piazza Aranci. —

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