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«Fossi e canali, il Comune dimentica il rischio idraulico»

Irene Rubino
«Fossi e canali, il Comune dimentica il rischio idraulico»

Piero Marchini: “assenza colpevole”, non c’è traccia di interventi all’interno del Poc E sul polo di viale da Verrazzano Rc annuncia: «Siamo pronti a fare un referendum» 

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«Nel Poc non si parla di rischio idraulico»: è la denuncia di Rifondazione comunista, che ritiene inoltre che i cittadini non siano stati sufficientemente informati delle assemblee pubbliche sul tema. L'ultimo incontro nell’ambito del processo di accompagnamento alla redazione del piano operativo si è tenuto martedì scorso.

Il dibattito riguardava “rischi, vulnerabilità, cura del territorio e adattamento climatico”.

«Dall’ultimo incontro sono emerse posizioni molto ambigue – ha dichiarato il coordinatore comunale Piero Marchini – Quel che mi colpisce di più è l’assenza colpevole di tutto quanto riguardi il rischio idraulico. Non vi è traccia d’interventi sui fossi: l’asta del Parmignola, la Fossa Maestra, Bocca di Magra, il fosso della Macchia. I ponti sul Carrione, che sono di competenza della Regione, sono stati tutti alzati e adeguati al livello delle portate duecentennali; quelli sui fossi non hanno mai subito alcun adeguamento».

Nel piano operativo manca qualsiasi tipo di strategia relativa alle tombature, prosegue Marchini: «Ricordo che il canale Macchia che attraversa via Bassa, Via Rinchiosa, via Bigioni e via Bulderini è completamente tombato. Ci si dimentica poi che il consorzio di bonifica non è in grado di pulire adeguatamente i fossi poiché per le costruzioni non viene rispettata la distanza prevista per legge di almeno quattro metri dagli argini. Non è stata individuata una zona umida per l’esondazione guidata dei fossi, che in realtà esiste già: è quella che va dal muraglione del Parmignola alla Fossa Maestra e dall’autostrada a via Battilana». Un capitolo a parte riguarda l’emissione di CO2 e polveri sottili: «Diciamo che servono più alberi – commenta Marchini – Poi però si autorizza lo spostamento di una scuola da villa Ceci, una zona alberata di pregio, davanti al porto, dove ostacolerebbe il deflusso delle acque». Rifondazione promette di indire un referendum se Piazza 2 giugno non farà marcia indietro sul polo di viale da Verrazzano. Rifondazione ritiene poi che le assemblee pubbliche sul piano operativo siano state poco pubblicizzate. «Se passa il messaggio che le assemblee vengono fatte per obbligo di legge ma senza informare adeguatamente i cittadini – ha commentato l'ex consigliere Massimo Menconi – è inutile parlare di trasparenza. Con Fazzi Contigli erano le circoscrizioni a funzionare da cinghia di trasmissione tra la cittadinanza e la giunta. Poi sono venuti i consigli dei cittadini: imperfetti quanto lo si vuole, ma non certo da abolire in tronco. Sul Poc si poteva ricorrere al volantinaggio e invitare le forze politiche a partecipare. Quando sarà consultabile, analizzeremo pezzo per pezzo il piano operativo e invieremo le nostre osservazioni», conclude Menconi. —

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