Il Tirreno

Rissa al Baraonda, rigettati i ricorsi per i Mazzi: la Cassazione conferma le condanne

Chiara Sillicani
Rissa al Baraonda, rigettati i ricorsi per i Mazzi: la Cassazione conferma le condanne

Quattro anni e 3 mesi ad Andrea Benedetti e Andrea Mazzi e 4 anni ad Elisa Mazzi. I fatti risalgono al maggio del 2013

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La Corte di Cassazione dice no: i ricorsi presentati da Andrea Mazzi, dalla sorella Elisa Mazzi e da Andrea Benedetti non possono essere accolti. Per la rissa al Baraonda, nel maggio del 2013, sono confermate quindi le condanne emesse dalla Corte di Appello di Genova. Quattro anni e tre mesi di reclusione per Andrea Mazzi (già condannato a 30 anni per il duplice omicidio di Natale) e Andrea Benedetti: ad entrambi era contestato non soltanto il reato di lesioni aggravate per aver causato ad un trentenne danni permanenti ad un occhio, ma anche la tentata estorsione. Pena a quattro anni, invece, per Elisa Mazzi che per la tentata estorsione è stata assolta in primo grado. la cassazioneSentenza passata in giudicato, quindi, visto che la Suprema Corte ha messo nero su bianco, nella motivazione pubblicata ieri, i motivi della inammissibilità dei ricorsi. In particolare quelli presentati dai due fratelli Mazzi vengono considerati riproposizione «delle stesse questioni di fatto - così si legge nelle motivazioni - già agitate in sede di appello».

E anche le argomentazioni sollevate nel ricorso presentato da Benedetti vengono definite dalla Suprema Corte «del tutto generiche». I ricorrenti non soltanto si vedono rigettare il ricorso perché inammissibile, ma sono condannati anche al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile». Vale a dire del ragazzo che, durante la rissa al Baraonda, è rimasto ferito e che si è costituito parte civile.la vicendaI fatti risalgono al maggio del 2013: al Baraonda di via Stradella scoppia una rissa a suon di calci, pugni, lanci di bottiglie e sedie. E, proprio a seguito del lancio di uno sgabello, un trentenne riporta una lesione ad un occhio. Per quella rissa finiscono nei guai i fratelli Andrea, Elisa e Alessio Mazzi (quest’ultimo assolto in primo grado su richiesta del pubblico ministero Alessia Iacopini), Andrea Benedetti e Andrea Bonuccelli (che ha patteggiato una pena di 1 anno e 6 mesi). In primo grado il collegio presieduto da Ermanno De Mattina (a latere Fabrizio Garofalo ed Elisabetta Congiusta) condanna Andrea Mazzi ed Andrea Benedetti a 4 anni e sei mesi ed Elisa Mazzi a 4 anni e tre mesi. I giudici prosciolgono i tre dai reati "minori": quello di ingiurie perché deèenalizzato e quello di danneggiamento perché non risulta provato che siano stati loro a causare i danni.

Enzo Frediani, avvocato dei fratelli Mazzi e Valter Mattarocci, legale di Benedetti, decidono di ricorrere in appello. Genova "ritocca " lievemente le condanne e le riduce di tre mesi per ciascuno. Non riconosce, infatti, l’aggravante della premeditazione. I legali tentano quindi la via della Cassazione, ma la Suprema Xorte i ricorsi non li accoglie perché - motiva - « sono generici» e conferma le condanne emesse dalla Corte di appello di Genova. Si chiude così un altro capitolo del romanzo criminale che ha avuto il suo terribile apice nel duplice omicidio del Natale 2013.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web