Il Tirreno

a carrara 

E adesso gli studenti chiedono investimenti sugli edifici fatiscenti

Luca Barbieri
E adesso gli studenti chiedono investimenti sugli edifici fatiscenti

Gli alunni del Marconi regolarmente in aula si dicono soddisfatti  ma ora chiedono lavori  per risistemare gli edifici

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CARRARA. «Abbiamo vinto». È questo il primo commento arrivato dagli studenti del Liceo scientifico “Marconi” di Carrara pochi minuti dopo la votazione sull’emendamento al piano provinciale dell’offerta formativa e del dimensionamento scolastico della serata di giovedì scorso sull’accorpamento del Marconi con lo Zaccagna-Galilei.

Nel “day after” tutto, raccontano gli studenti, è tornato alla normalità: una normalità che non passa più dalle giornate di manifestazioni e assemblee permanenti, ma, ovviamente, dalla ripresa delle lezioni. Per gli studenti, però, non finisce qui. Sì, perché prima di chiudere definitivamente la questione lasciano spazio ad un comunicato. Un ultimo comunicato con le conclusioni che arrivano da questa lunghissima settimana iniziata con la prima assemblea e conclusa con la manifestazione davanti a Palazzo Ducale; nel mezzo iniziative, altri comunicati e assemblee.

«Non possiamo che ritenerci soddisfatti del fatto che la nostra voce sia stata ascoltata. Il Consiglio Provinciale, con voto unanime, ha approvato l’emendamento che ha soppresso la parte della delibera che prevedeva l’accorpamento del nostro Liceo – scrivono – Felici per quanto fatto finora, adesso abbiamo deposto le “armi” al termine di questa “battaglia”: l'assemblea si è conclusa e questa mattina (ieri, ndc) le lezioni sono riprese». Poi precisano prontamente: «Sarebbe folle, però, pensare che la nostra lotta finisca qui: le problematiche legate alle strutture esistono tutt’ora e non possiamo fare finta di niente. Faremo tutto ciò che è in nostro potere affinché qualcosa cambi, consapevoli delle grandi difficoltà che incontreremo, a partire dalla scarsità dei finanziamenti alla scuola pubblica, dovuta a una politica poco lungimirante che non investe sul suo futuro: gli studenti. Vogliamo concludere ringraziando tutti coloro che in questi giorni hanno sostenuto, appoggiato e aiutato noi e la nostra protesta. Siamo morti come un delta negativo, ma risorgeremo come un quadrato perfetto».

Nel frattempo nel “day after” del consiglio provinciale arriva il punto anche dal sindaco di Francesco De Pasquale: «Adesso la provincia deve impegnarsi per la sistemazione della sede – commenta – C’è un anno di tempo per dare risposte concrete alle necessità di una sede adeguata per lo scientifico. Bisogna ripartire con la ricerca, parallela a quella già attivata, di canali di finanziamento e stringere i tempi: un anno fa presto a passare; anche perché è probabile che i numeri tra un anno siano sempre questi». «Ne prendo atto e rilevo l'immobilismo di questa provincia»: di poche parole, infine, la replica della dirigente dello Zaccagna Marta Castagna (reggente al Marconi) che si era espressa favorevolmente sull’accorpamento. —Luca Barbieri

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