Il Tirreno

Così i consiglieri hanno salvato il liceo Marconi e il Belmesseri

Chiara Sillicani
Così i consiglieri hanno salvato il liceo Marconi e il Belmesseri

Ma il presidente: sono due situazioni completamente diverse Nel voto, oltre i partiti, ha prevalso l’appartenenza geografica 

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La politica mescola le carte, così il giorno dopo il consiglio provinciale, l’accorpamento, in quel di Carrara, tra liceo scientifico Marconi e istituto Zaccagna, sembra ipotesi mai ventilata. Invece è ventilata eccome e una parte della politica - lo stesso presidente Gianni Lorenzetti - quell’ipotesi l’ha pure sposata, comunque presa in considerazione. Di accorpamento tra le due scuole si parla, in ben tre sedute, in seno alla commissione provinciale sul dimensionamento: presidi, sindacati, funzionari provinciali, sindaci e Unione dei comuni si siedono intorno ad un tavolo e mettono l’accorpamento all’ordine del giorno. Lo stesso accade anche nella conferenza zonale che riunisce i sindaci di costa e di Lunigiana. E l’eventualità non viene esclusa dal presidente Lorenzetti: «La proposta arrivava dalla dirigente dello Zaccagna e del Galilei (reggente del Marconi ndr) - ricostruisce Lorenzetti - Non c’era motivo di rigettarla». Non c’era perché la deliberazione regionale 732 prevede l’accorpamento per gli istituti con meno di 600 iscritti (400 se in zona di montagna) e il Marconi a quota 600 non ci arriva. Anche perché, senza una sede e ospitato nell’edificio del Galilei, non gode certo di una posizione di privilegio. Le cose, però, cambiano e, nel giorno in cui il consiglio provinciale, appena insediato e con il baricentro a destra, deve licenziare il piano formativo e del dimensionamento, è lo stesso presidente Lorenzetti a presentare l’emendamento per “stoppare” l’accorpamento. Lo fa perché prende atto «della posizione della politica sul tema. Fare politica per me significa ascoltare, non sbattere la testa contro il muro». E - per parafrasare - accorpare il Marconi avrebbe significato intestardirsi su una posizione non condivisa (leggi anche articolo sotto). Insomma, il presidente raccoglie le istanze che provengono dalla politica e dal territorio. E il territorio, anche in consiglio, si fa sentire, più e oltre gli schieramenti politici. La geografia conta eccome e ben si avverte quando in consiglio si vota la creazione di un indirizzo agrario enologico all’istituto Meucci di Massa. A presentare un emendamento per annullare l’attivazione dell’indirizzo è il fivizzanese Claudio Ricciardi di Civici e Democratici. A favore di quell’attivazione vota, con il centrosinistra, il consigliere di destra e massese doc, Antonio Cofrancesco. La geografia vice sulla politica anche quando si va alla conta per l’accorpamento dell’istituto tecnico Belmesseri di Pontremoli con il professionale Pacinotti di Bagnone. Il centrodestra vota compatto l’emendamento presentato dalla consigliera di Alleanza Provinciale Mariaelena Cresci per evitare quell’accorpamento. Vota anche Ricciardi, di Civici e Democratici e iscritto al PD, ma fivizzanese. Vota contro l’emendamento il presidente Lorenzetti che, a differenza di quanto accaduto per il Marconi, crede che quell’accorpamento serva: «Quella sul Marconi era una proposta avanzata dalla dirigente scolastica, completamente diverso il quadro per gli istituti lunigianesi. Belmesseri e Pacinotti sono sottodimensionati da anni (hanno meno iscritti di quanti ne prevede la Regione per non essere accorpati ndr). L’accorpamento lo chiede Firenze, l’ha sollecitato più volte e il rischio, non procedendo, è che si perdano i finanziamenti regionali».

Del resto non c’è da dimenticare che l’esito della votazione in consiglio non è vincolante, non è “legge”, nulla esclude quindi - e lo stesso Lorenzetti lo ribadisce - che la Regione decida comunque di procedere.

Il tema finanziamenti viene proposto non solo in relazione a Pacinotti e Belmesseri, ma anche per quanto riguarda l’attivazione di un indirizzo agrario enologico a Massa. Indirizzo che - parola del presidente - non depotenzierà Fivizzano: «Gli alunni massesi e Carrarresi che frequentano l’istituto lunigianese sono molto pochi, 4 o 5, sono diverse decine, invece, quelli che frequentano l’agrario di Sarzana e Pietrasanta. Compito del presidente è anche evitare l’evasione scolastica in altre province. Credo che se l’agrario di Fivizzano e il nuovo indirizzo massese faranno rete ne trarranno vantaggi. La Regione prevede specifici finanziamenti per gli istituti che, appunto, fanno rete». —

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