Gioco
Alla Procura di Torino l’esposto-segnalazione dell’imprenditrice Del Freo
MASSA. Arriva fino alla Procura di Torino l’annosa vicenda dell’imprenditrice di Massa Assunta Del Freo, che da oltre vent’anni cerca di avere giustizia: fu sfrattata, ma nonostante una sentenza...
MASSA. Arriva fino alla Procura di Torino l’annosa vicenda dell’imprenditrice di Massa Assunta Del Freo, che da oltre vent’anni cerca di avere giustizia: fu sfrattata, ma nonostante una sentenza favorevole della Cassazione, non riesce a rientrare nell’immobile e neppure a vedersi riconosciuti i danni. E, a Torino (procura competente rispetto alle questioni giudiziarie del tribunale di Massa) a quanto sembra avrebbe avuto già un primo riscontro, nel senso che la segnalazione prodotta dalla Del Freo, sarebbe già stata assegnata a un sostituto procuratore. Ovvio che è prematuro dire se l’esposto-segnalazione dell’imprenditrice avrà un seguito, ma intanto, è da rimarcare che gli uffici giudiziari torinesi hanno ritenuto meritevole di fare chiarezza.
«Nel 1993 - ricorda la Del Freo - per motivi di lavoro prendo in locazione verbale, un immobile che adibisco a sede della mia attività e mio domicilio. Nel 1995 subisco danni rilevanti a seguito di allagamento dei locali; chiedo i danni. Nel 2000, il Tribunale di Massa intima alla proprietaria di riconoscere un rapporto di locazione non più libero ma ad equo canone ed un rimborso spese per me». Ma una società «si sostituisce al soggetto fisico con il quale erano stati sempre intrattenuti i rapporti richiedendo aumenti di canone senza rispettare le decisioni del Tribunale di Massa e presenta istanza di sfratto per finita locazione. Uno sfratto esecutivo richiesto da una società con la quale non ho mai avuto rapporti. Lo sfratto viene eseguito il 4 agosto del 2003».
E prosegue: «Mi vengono accatastati e sequestrati per un mese tutti i mobili, gli arredi e tutti gli articoli inerenti alla mia attività lavorativa in pieno disagio, ricorro alla Corte di Appello di Genova, ottengo sentenza vittoriosa che riforma in pieno l’impugnata sentenza di rilascio, e reintegra la sottoscritta nel possesso dell’immobile». Il punto è che quella sentenza d’Appello, e il susseguente provvedimento di reintegro da parte del Presidente del Tribunale di Massa sono rimasti lettera morta. Ricorda di avere a suo favore anche una sentenza della Cassazione. «Sono vedova dal ’95 - scrive - senza lavoro e con sfratto esecutivo illecito, non ho potuto avere la certezza dei miei sacrosanti diritti». In sostanza, chiede di verificare se in tutti questi passaggi, e in quelle che lei definisce mancate applicazioni di sentenze, vi siano delle responsabilità degli organi giudiziari di Massa. Ora la palla passa alla magistratura piemontese. — M.B.
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