«No all’accorpamento Pacinotti-Belmesseri» La protesta di studenti genitori e insegnanti
Una partecipata assemblea unitaria per chiedere lo stop alla unificazione. «Potenziare, non tagliare gli istituti»
PONTREMOLI. Tutti uniti: i docenti, gli studenti e le loro famiglie dell'istituto “Belmesseri” di Pontremoli dicono “no” all'accorpamento con il “Pacinotti” che sarà discusso stasera alle 18,30 all'interno del consiglio provinciale.
Docenti, genitori e, ovviamente, gli studenti: uniti nelle idee e riuniti ieri mattina in assemblea presso l'istituto pontremolese. Al centro della discussione l'accorpamento, come detto, previsto – in caso di ok dal consiglio provinciale – a partire dal prossimo anno scolastico.
I due istituti, riepiloghiamo, hanno varie sedi: il “Pacinotti” a Bagnone (istituto professionale e alberghiero), Soliera (Agrario) e proprio a Pontremoli (il corso odontotecnico). Il “Belmesseri”, invece ha i due istituti tecnici su Pontremoli e Fivizzano e a Villafranca il professionale. A seguito dell'accorpamento, segreteria e dirigenza verrebbero “centralizzate” a Bagnone. E così, al termine della mattinata dal “Belmesseri” l’assemblea ha riassunto le sue ragioni in una nota. Una nota dove si «esprimono serie preoccupazioni a fronte dell’eventualità di un accorpamento dell’istituto in un unico polo tecnico-professionale con l’Iis “Pacinotti” come emerso da incontri istituzionali e articoli di giornale. Si precisa che, in linea generale e in astratto, l’idea di un polo tecnico-professionale in Lunigiana può avere una logica in considerazione dei numeri degli iscritti e dell’economia dell’amministrazione». Ma c'è di più, precisano. Sì, perché «in concreto occorre considerare che il “Belmesseri” e il “Pacinotti” sono due realtà scolastiche complesse, sia dal punto di vista organizzativo sia per la presenza di più sedi su tutto il vasto territorio montano della Lunigiana. Si teme che unire sotto un’unica presidenza e soprattutto sotto un’unica segreteria due scuole che necessitano di una gestione attenta proprio per le loro specificità e per il ruolo formativo che hanno sul territorio possa avere un effetto negativo «sui già delicati equilibri che le istituzioni scolastiche stanno vivendo in questo momento».
“No” all'accorpamento, “sì” al potenziamento. Queste le preoccupazioni che poi fanno spazio alle riflessioni. «Oltre i numeri – continuano studenti e professori – sarebbe bene lavorare ad un programma di potenziamento delle nostre scuole, che stanno soffrendo per strutture in situazioni di criticità, trasporti insufficienti e inefficienti, calo demografico, motivi che continuano a fare aumentare il numero di alunni che si iscrivono ad istituti fuori provincia. Queste sono le scelte politiche scolastiche che vorremmo fossero sostenute prima di arrivare ad accorpamenti che cambierebbero in modo negativo il quadro formativo lunigianese».
«In un territorio già molto depresso – concludono – ci aspettiamo l’attenzione che le istituzioni devono mostrare, non attraverso scelte calate dall’alto, ma attraverso il confronto aperto con tutti gli operatori, famiglie e studenti per trovare soluzioni funzionali al mantenimento e potenziamento dell’offerta scolastica in Lunigiana». —
Luca Barbieri
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