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La maggioranza “apre” su Riva dei Ronchi

Benedetta Bianchi
La maggioranza “apre” su Riva dei Ronchi

Stralciata l’osservazione per realizzare appartamenti e un albergo per 16.500mq. La minoranza insorge: rischio cementificazione

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MASSA. È stata stralciata dal consiglio comunale l’osservazione su Riva dei Ronchi sfuggita agli uffici nel corso del lungo iter per l’adozione del Regolamento urbanistico che il prossimo 5 dicembre sarà discusso dalla Conferenza paesaggistica della Regione Toscana. Uno stralcio (20 favorevoli, 7 contrari) che è solo un rinvio della decisione di respingere o accogliere l'edificabilità dell'area; la soluzione è stata proposta dall’amministrazione per velocizzare i tempi perché «le decisioni che riguardano i cittadini e il territorio vanno ponderate, mentre ora abbiamo fretta di chiudere» ha detto il sindaco Francesco Persiani che ha rivendicato anche la «coerenza con la decisione presa fin dall’inizio di non ritoccare nel merito il Ru già impacchettato dalla precedente amministrazione, ma di eseguire solo i passaggi formali».

L’osservazione 1623, presentata a nome di Giovanna Oddo il 10 dicembre 2015, per la realizzazione del centro turistico alberghiero ai Ronchi, chiedeva di «disciplinare l’area come Aru prevedendo la messa in sicurezza, condizione necessaria per l’edificabilità, la possibilità di costruire 13.500 mq di residenziale e 3 mila mq di strutture alberghiere oltre a 19 mila mq di parco pubblico, di valutare l’interesse e la messa in sicurezza attraverso opere idrauliche derivanti dalla costruzione del compendio immobiliare». Una costruzione in area Pime e Pie, vale a dire ad alta pericolosità idrogeologica.

Su un aspetto si è scatenata l’opposizione: lo stralcio va nella direzione di una futura edificabilità o l’osservazione poi sarà respinta e l’area resterà agricola? Perché come sottolineato dai consiglieri di minoranza, in primis Sergio Menchini (Alternativa civica) «la legge regionale ammette questi interventi edilizi, ma l’articolo 145 delle Nta no ed è quello che ha dettato la linea del Ru facendo respingere altre osservazioni simili; se accoglieremo questa corriamo il rischio di un’azione risarcitoria pesante». Rincara la dose la grillina Luana Mencarelli: «La norma a cui fare riferimento doveva essere quella ritenuta valida per tutto il Ru e con cui si sono date risposte ad altri cittadini, quindi in questo caso l’unica soluzione era il respingimento». «Intollerabile» poi per Gabriele Carioli, Pd, che si sia persa un’osservazione così importante nonostante fosse stata recapitata via pec e cartacea ed anche per Stefano Alberti «il mero errore materiale è una spiegazione poco plausibile».

A difesa degli uffici Luca Guadagnucci, Lega, secondo cui «qualcuno insinua il dolo, ma è stata una dimenticanza a cui l’amministrazione pone rimedio con lo stralcio, la soluzione più opportuna da un punto di vista logico e giuridico». L’osservazione è stata recuperata dopo il ricorso al Tar paventato dalla società non avendo ottenuto una risposta dal 2015. Da lì è partito un controllo minuzioso da parte degli uffici dell’urbanistica, le pratiche sono state passate con il «pettine fine» come riferito dall’architetto Vinicio Ticciati ed è emersa anche la mancanza di una seconda controdeduzione ad un’osservazione presentata da un cittadino privato relativa ad un immobile in via Romana classificato per errore come commerciale-direzionale anziché industriale-artigianale. L’intera delibera n. 177, contenente entrambe le osservazioni, è stata approvata con 20 voti a favore, 4 contrari e 3 non votanti. —

Benedetta Bianchi

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