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il caso 

Ricciardi il dissidente: no al Decreto Salvini

C.F.
Ricciardi il dissidente: no al Decreto Salvini

Il deputato massese del M5s è uno dei 18 firmatari della lettera che chiede emendamenti sulla sicurezza

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MASSA

Che il deputato massese dei 5 Stelle Riccardo Ricciardi non fosse uno allineato alle politiche dei partner della Lega, già lo si sapeva (per dire: era in piazza il giorno della contestazione a Salvini a Massa). Ora, però, il parlamentare stellato si smarca dalla linea del Movimento stesso su un tema centrale, quello della sicurezza e dei migranti. Ricciardi è uno dei 18 parlamentari grillini firmatari della e-mail inviata al loro capogruppo M5s Francesco D'Uva in cui chiedono maggiore collegialità. Troppe decisioni nel Movimento vengono calate dall'alto, è la loro tesi. E, soprattutto, chiedono modifiche, non secondarie, al Decreto sicurezza. Un atto di “ribellione”, per qualcuno.

«Semplicemente – spiega Ricciardi – abbiamo espresso ai capigruppo le nostre perplessità sul decreto e abbiamo chiesto un confronto per migliorare il testo. Il nostro lavoro di parlamentari, del resto è questo: ricevere proposte di legge dal governo e cercare di migliorarle. E questo abbiamo fatto. La mail è poi uscita sui giornali, non per nostra iniziativa, ed è diventata un caso... Il punto, però resta: rivendichiamo che sui temi non contenuti esplicitamente nel contratto di governo Lega-5 Stelle, ci sia una discussione, un confronto...».

I temi sono, in primis quelli che riguardano l’immigrazione: i “dissidenti” chiedono emendamenti all’articolo che abroga la protezione umanitaria ai rifugiati, a quello che in sostanza smantella il sistema Sprar. «Così com’è stato votato al Senato, il decreto non va bene», dicono. «Indubbiamente – aggiunge Ricciardi – ci sono criticità evidenti nel decreto Salvini e noi dobbiamo avere la forza di dire che il Movimento ha un’altra visione del tema sicurezza e immigrazione, rispetto al decreto».

Cosa succederà adesso? «I margini per modificare il decreto, sono stretti, ma noi ci proviamo – risponde Ricciardi – Poi, una volta in aula, vedremo quel testo sarà presentato e decideremo di conseguenza. E ognuno farà la sua valutazione personale».

Non teme espulsioni o ricorsi ai probiviri, il parlamentare apuano e rivendica a tutto tondo la “diversità” dei 5 Stelle: «Siamo un gruppo con 220 deputati di un movimento che ascolta i cittadini, inevitabilmente ci sono tra noi sensibilità diverse che devono confrontarsi. Poi, ci si adegua alle scelte, ma prima almeno, si discuta, si cerchi una condivisione. Specie su questioni come il decreto sicurezza in cui è in gioco la vita dei cittadini. La Lega affronta in modo ideologico il problema, noi vogliamo risolverlo. —C.F.

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