Sicurezza
Cartacce, bottiglie e siringhe sotto la galleria Da Vinci
Alcuni negozianti puliscono e aggiustano le vetrine rotte ogni mattina ormai da anniHanno provato anche a mettere alcuni cestini, ma è stato inutile
MASSA
In galleria Da Vinci Alduina Tendola, titolare di un’agenzia di intermediazione immobiliare, lavora da 35 anni. E ormai da parecchi, di anni, la sua mattina si apre nel segno di paletta e ramazza perché se non fosse “armata” di scopa, Alduina non riuscirebbe neppure ad aprire la porta dell’agenzia. Bottiglie di birra, rigorosamente in vetro, brick di tè, carte, cartacce, mozziconi di sigarette e di spinelli e, sempre più spesso, siringhe. Così eccola anche ieri mattina, guanti di gomma alle mani, a pulire.
La vetrinetta, a due passi dall’ingresso, destinata agli annunci, se l’è vista brutta parecchie notti: Alduina ha sostituito il vetro 5 volte in pochi mesi. L’inferriata a protezione dell’agenzia è completamente “sgangherata”, qualcuno l’ha colpita e rotta. I fiori a decorare la parete esterna non ci sono più: a chi di notte frequenta la galleria non piacciono e la titolare si è vista costretta a rinunciare a petali e foglie.
Ma non si è arresa: ha messo un cestino fuori dall’agenzia sperando che qualcuno la mano per gettare il sudicio si sforzasse di allungarla. Invece nulla di nulla e pure il cestino ha fatto una brutta fine: «Tutte le mattine - confida - la st essa storia e sono costretta a pulire cartacce, mozziconi e, qualche volta, siringhe».
Anche Gino Balloni, titolare del negozio di intimo “Sotto Sotto”, è avvezzo a guanti e ramazza: spesso la domenica rinuncia ad una giornata all’insegna del riposo per pulire lo spazio di fronte alla sua attività. Dopo i danni alle vetrine, qualche volta in galleria va pure in piena notte per assicurarsi che tutto fili liscio.
Non soltanto scopa e paletta, ma anche pennello perché spesso chi lavora nella galleria ha dovuto imbiancare dove gli incivili sporcano. Non solo il muro dei negozi, ma anche quelli nelle vicinanze. Una situazione che va avanti da anni e si è fatta intollerabile. Vero che risolverla non è facile perché se la galleria è spazio privato, di proprietà del condominio che riunisce i palazzi sovrastanti, è comunque ad uso pubblico e non può essere chiusa per vietarne l’accesso. Il risultato, ogni mattina, è l’incuria e la sporcizia di chi sulle scale e sotto quella galleria passa le serate. —C.S.
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