Il dolore
Bardini sferza il Pd: anche in provincia marcia diviso e perde consensi
FILATTIERA«La situazione generata dalle recenti votazioni per l’elezioni del consiglio provinciale ci suscita qualche preoccupazione ed una riflessione». Lo dice Pierluigi Bardini, ex sindaco di...
FILATTIERA
«La situazione generata dalle recenti votazioni per l’elezioni del consiglio provinciale ci suscita qualche preoccupazione ed una riflessione». Lo dice Pierluigi Bardini, ex sindaco di Filattiera, capogruppo di opposizione in consiglio comunale e segretario del circolo Pd di Filattiera.
Secondo Bardini emergono dalla consultazione elementi sufficienti per comprendere alcune dinamiche politiche della nostra provincia: «L’oggettiva avanzata, in termini di consiglieri provinciali, delle forze del centro destra; l’inspiegabile (concediamo il beneficio del dubbio) decisione del movimento Cinque Stelle di non concorrere e, come al solito, la presenza di un centrosinistra diviso e conflittuale».
Il centrodestra, ragiona l’ex sindaco, «sembra aver compreso bene e sfruttato al meglio la possibilità di crescita, mentre non sembra che la scelta del centrosinistra del “marciare divisi per colpire uniti” sia stata minimanente premiante, anzi, parrebbe che la strategia sia piuttosto quella del marciare divisi per allontanarsi sempre di più e ridurre i consensi …».
Bardini parla di «echi di incomprensibili bizantinismi, di difese di rendite di posizioni, di manuali Cencelli applicati al nulla, di interdizioni in vista delle elezioni comunali del prossimo anno. Insomma, una dialettica tutt’altro che sana e rappresentativa delle reali dinamiche economiche e culturali della nostra provincia».
Ma quel che inquieta di più Bardini è il «constatare che le forze politiche della provincia non hanno fatto propri i fondamenti della riforma Del Rio che ha trasformato la provincia in ente di secondo livello in cui le ragioni di una pura rappresentanza politica si attenuano, anzi si dissolvono, in vantaggio di una rappresentanza del territorio tramite il livello istituzionale dei comuni. Giova ricordare, infatti, che al voto sono chiamati solo i sindaci e i consiglieri comunali e non i cittadini, persone che in quella veste hanno un dovere istituzionale collegiale prima ancora della difesa delle loro aspettative politiche. Il centrosinistra dovrebbe anche ricordare la grande e giusta battaglia del referendum del dicembre 2016 che, tra le molte cose giuste, considerava il superamento delle province. Il referendum si è perso soprattutto per la forte opposizione del centrodestra e del M5s ». —
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