Sicurezza
Animosi, un’altra doccia fredda dall’antincendio
Il punto con l’ingegner Giorgi: nuove prescrizioni e deve essere implementato lo spegnimento a pioggia. Tempi? Boh...
CARRARA. Teatro Animosi: di tempistiche per la riapertura non se ne parla; nemmeno di stime, in realtà. Per l'ingegnere di Palazzo civico «siamo alle rifiniture»; il presidente della commissione lavori pubblici Gabriele Guadagni parla inoltre di un «traguardo» che, finalmente, si intravede. Nel frattempo, però, sono in arrivo altre prescrizioni che si sommano alle restanti su cui lavorare ancora. E così, per rimanere nelle metafore vicine all'atletica, il traguardo si vedrà anche, ma per il teatro Animosi di Carrara ogni volta i chilometri da macinare sul tracciato aumentano.
Ieri, a fare il punto della situazione l'ingegnere di piazza Due Giugno Massimo Giorgi, durante la commissione lavori pubblici.
«La settimana scorsa è arrivato l'ultimo parere sulla richiesta di deroga inoltrato ai Vigili del Fuoco regionali – ha riepilogato Giorgi –. C'era in ballo la questione delle vie di esodo dietro al palcoscenico. Il parere è positivo, ma con alcune prescrizioni per alcuni punti. Rimane comunque un aspetto importante perché riguardava l'uscita sicurezza. Intervenire sui teatri, lo sapete, non è semplice, specialmente negli ultimi anni; giovedì (domani per chi legge, ndc) abbiamo un incontro con il direttore dei lavori per un quadro complessivo e un programma più dettagliato dei lavori rimasti», ha continuato. Insomma, ha spiegato l'ingegnere, quando sembrava archiviato il nodo relativo alle altezze delle vie d'uscita è arrivata la replica. «Si tratta di prescrizioni relative alla segnaletica sulle uscite d'emergenza. Segnaletica led, luminosa, e acustica; sono piccole», ha precisato Guadagni.
Il punto della situazione, da parte dell'ingegnere, dunque, è poi proseguito su ciò che resta da fare. «Delle 150 prescrizioni adesso ne abbiamo una decina; tra le altre: sono rimaste da sistemare le vie di esodo dei palchi laterali; un'aggiunta al sistema di impianto di spegnimento antincendio (hanno richiesto in questo caso delle implementazioni); e c'è da lavorare sulle finestrelle dei corridoi che collegano i palchi». Sui tempi l'ingegnere però non si sbilancia. «Non mi sento di esprimere dei tempi. Per ora si attende il crono-programma. Per lo spegnimento antincendio a pioggia, per esempio, ci sono da fare implementi e quindi riandrà progettato perché ci sono aree che non sono “coperte”; solo per questo servono un paio di mesi perché bisogna coinvolgere l'intera filiera di soggetti. Ma siamo alle rifiniture».
Tema dei tempi (e dei costi) su cui torna Guadagni. «Fino a giovedì, quando ci sarà l'incontro con i progettisti, è difficile parlare di costi, e di tempi. I progettisti ci daranno, alla luce delle prescrizioni rimaste e dei lavori da fare, un crono-programma. Prossima stagione? Me lo auguro, ma non saprei, però vediamo il traguardo», la chiosa del presidente di commissione. «A me sembra che qui a prescrizioni si aggiungano altre prescrizioni. Non so quando si riuscirà a parlare di tempi di consegna...», le perplessità evidenziate, in chiusura, dal consigliere Cristiano Bottici. —L.B..
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