Il Tirreno

Cella su montignoso 

«Sui cattivi odori ci sono verbali mai dati ai consiglieri»

B.B.
«Sui cattivi odori ci sono verbali mai dati ai consiglieri»

MONTIGNOSOSono una quindicina i verbali di Arpat, Gaia, Italspurgo, Polizia municipale di Montignoso redatti nell’estate 2017 dopo una serie di sopralluoghi al comparto Coimpre, zona artigianale di...

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MONTIGNOSO

Sono una quindicina i verbali di Arpat, Gaia, Italspurgo, Polizia municipale di Montignoso redatti nell’estate 2017 dopo una serie di sopralluoghi al comparto Coimpre, zona artigianale di via Aurelia, divulgati dal consigliere comunale Lega Andrea Cella.

Si tratta di documenti, indirizzati anche agli uffici comunali, che attestano uno scarico di acque reflue nella Fossa Fiorentina e nella fossa San Ginese. Scarichi che potrebbero essere la causa dei forti miasmi che i cittadini della zona di Renella, ma non solo, avvertono soprattutto nei mesi estivi. Dei verbali, datati un anno e tre mesi fa, «l’amministrazione dice di non essere a conoscenza» ha riferito l’esponente dell’opposizione secondo cui «da qui si sarebbe dovuti partire per risolvere la problematica dei cattivi odori». Cella chiarisce di «non volere colpire nessuna delle aziende del comparto però devono lavorare rispettando regole e prescrizioni». Gli enti intervennero, nell’estate dello scorso anno, su segnalazione dei residenti; un primo controllo risale al 24 giugno 2017 da parte della Polizia municipale che ha richiesto l’intervento di Arpat. È risultata «la presenza di acqua in movimento la cui provenienza non era la stessa della fossa Fiorentina – si legge su un atto della Municipale del 3 luglio 2017 – l’acqua era da ricercarsi lungo la strada dell’area artigiano-industriale e l’odore che si percepiva era tipico di qualcosa in decomposizione». I vigili urbani hanno trovato una cisterna in cemento «nella ripa di divisione tra due ditte e, in profondità, da un tubo lato Massa sgorgava acqua marrone proveniente da una delle aziende». Gaia, il 26 giugno 2017, ha accertato «una condotta da un cancello che recapitava reflui maleodoranti nel pozzetto di fognatura delle acque bianche». Sono stati effettuati campionamenti da Arpat che non hanno evidenziato la presenza di elementi tossici, ma zuccheri, sali e melassa. Ad una delle aziende del luogo Arpat prescrisse l’interruzione dello scarico delle acque di raffreddamento e dell’utilizzare i piazzali per depositare i rifiuti. «Questi documenti non sono mai stati mostrati a cittadini e consiglieri – continua Cella – è inaccettabile che il sindaco dica che non sapeva nulla; si inizi un’indagine seria e si faccia una mappatura dello stato delle tubature». Il consigliere M5s Paolo Lenzetti ha infine chiesto le dimissioni di Cristiano Corsi, presidente della commissione ambiente «che dovrebbe occuparsi di queste problematiche, ma in due anni e mezzo non si è mai riunita». Dal comune confermano che è stato avviato un percorso con Arpat per il problema degli odori: «Arpat è l’ente preposto – ha replicato Lorenzetti – se l’amministrazione non si è mossa vuole dire che qualcuno ha eseguito le prescrizioni». — B.B.

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