Il Tirreno

Isabel, la bambina nata in macchina in autostrada: il racconto del padre

Nel letto la mamma Irina,  in piedi il babbo e le zie con in braccio la piccola Ines.
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Nel letto la mamma Irina, in piedi il babbo e le zie con in braccio la piccola Ines.

La sua mamma l’ha partorita durante il viaggio per il Noa con il sostegno del marito e della cognata Anna. Lei e la bimba stanno bene

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MASSA. È una storia a lieto fine quella di Isabel Calcagno. Una storia che Il Tirreno ha già raccontato e che adesso riferiscono i protagonisti, chi l’ha vissuta minuto per minuto. Isabel è nata in auto durante il viaggio da La Spezia al Noa. La sua nascita era attesa qualche giorno più tardi, ma il 15 novembre la piccola decide di venire al mondo. La mamma Irina Nikolova, naturalizzata londinese, ha da poco accompagnato il piccolo Matteo, il primogenito, all’asilo quando arrivano i dolori. Avvisa il marito Gianfranco che va a prendere la sorella Anna perché li accompagni all’ospedale.

La famiglia vive in Liguria, ma Irina è seguita da un ginecologo del Noa. I dolori sono tollerabili e le contrazioni distanziate e irregolari. Ma in breve tempo si fanno rapide e il dolore aumenta, la mamma capisce che la sua piccolina sta per nascere e richiama il marito perché corra da lei. Gianfranco è a pochi metri da casa: con la sorella Anna aiutano Irina a salire in macchina e partono. Sarzana non ha un reparto di ostetricia, la scelta è tra La Spezia (probabilmente l’ospedale più vicino ma in quell’ora di punta il percorso è molto trafficato) e Massa (dove Irina e Gianfranco avevano previsto di far nascere la bambina in vasca).

«In quel momento di panico non ci siamo domandati quale direzione dovevamo prendere – racconta il papà – Mia sorella ha intuito la situazione e ha iniziato a telefonare alla polizia, con la speranza di farsi scortare ,ma la polizia ci ha spiegato che avremmo dovuto chiamare il 118. Il servizio di emergenza ha risposto di fermarci ed attendere l’ambulanza. Mia moglie urlava, fermarsi ci sembrava poco opportuno e abbiamo deciso di proseguire». Perché la testina era già uscita: «Appena superato il casello di Carrara - racconta la cognata - la bimba è nata. Mi sono accertata che non avesse il cordone intorno al collo, ma ho preferito non toccarla per igiene e, visto che era sul sedile, ho pensato di non muoverla per evitarle rischi. Ho chiesto al 118 se era possibile che un’ambulanza ci raggiungesse al casello».

Un momento di paura c’è durante il parto perché il primo vagito non arriva: «Era attaccata al cordone e respirava, ma non lo sapevamo - spiega il padre - Né io, nè mia sorella abbiamo pensato di intervenire, ma di lasciare fare ai medici, ormai in pochi minuti saremmo arrivati al casello. Il 118 ci ha comunicato che stava arrivando l’ambulanza, ma noi eravamo già al Noa. Moglie e bimba sono state visitate in macchina poi, constatate le loro buone condizioni, le hanno portato dentro per i controlli e dopo poco la bambina era in braccio alla sua mamma».

Una bambina di 3 chili in ottima salute. Il padre ringrazia la caposala che, vista la sua preoccupazione, gli ha fatto vedere la piccola e il dipendente delle autostrade che ha prontamente aperto la sbarra. Una nascita “tumultuosa”, ma a lieto fine. (d.m.)

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