Sicurezza
Quando Manotti disse: «Qui c’è troppa omertà e similitudini calabresi»
massa«Non è facile lavorare qui per chi ha il dovere di fare rispettare le leggi. E’ l'aspetto che più mi ha lasciato l'amaro in bocca in questa esperienza apuana. Stando qui ti rendi conto che il...
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«Non è facile lavorare qui per chi ha il dovere di fare rispettare le leggi. E’ l'aspetto che più mi ha lasciato l'amaro in bocca in questa esperienza apuana. Stando qui ti rendi conto che il senso della legalità è un po' diverso che dalle altre parti.
I cittadini fanno molte difficoltà a collaborare con le forze dell'ordine. Dopo aver lasciato Reggio Calabria, ero convinto che a Massa-Carrara mi sarei confrontato con un contesto diverso. Pensavo che la gente fosse predisposta ad aiutare la giustizia. Ma non è così, questa terra non sembra neppure Toscana. Anzi, devo dire che ho trovato tante similitudini con la mia esperienza calabrese. Troppe similitudini. Troppa omertà».
Lo disse, in un’ultima intervista rilasciata al Tirreno, l’allora sostituto procuratore di Massa Federico Manotti, all’alba del suo trasferimento a Genova, terra da dove ha coordinato la grande inchiesta con Dda sulle infiltrazioni mafiose a Massa-Carrara.
Oggi Manotti non può rilasciare interviste e non vuole commentare, ma quelle parole pronunciate nel 2011 suonano come un monito importante.
Significativa l’omertà della cittadinanza denunciata da Manotti: «Il senso di giustizia massese è particolare – diceva il Pm– non sempre, per non dire quasi mai, abbiamo trovato persone disposte a collaborare» —
MDA
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