Il Tirreno

Inaugurata in procura la mostra con le opere di alunni dell’Accademia Giubilaro: emozionato perché è la mia ultima edizione. Vado in pensione 

Quando arte e giustizia si stringono la mano e insieme progettano e guardano al futuro

C.S.
Quando arte e giustizia si stringono la mano e insieme progettano e guardano al futuro

MASSAÈ una proiezione verso il futuro, è la ricerca dell’emozione e della sensazione attraverso l’arte. L’idea che quando giustizia e cultura vanno a braccetto si possa davvero sperare in un mondo...

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MASSA

È una proiezione verso il futuro, è la ricerca dell’emozione e della sensazione attraverso l’arte. L’idea che quando giustizia e cultura vanno a braccetto si possa davvero sperare in un mondo migliore. E nella mostra, inaugurata ieri mattina in Procura, l’arte e lagiustizia a braccetto vanno davvero. È la quinta edizione di un progetto che porta la firma del procuratore capo Aldo Giubilaro, ma che rappresenta un intero territorio, le sue istituzioni, i suoi giovani. Nato cinque anni fa da una convenzione tra Procura e Accademia della Belle Arti, conta sul finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara che ha curato la pubblicazione del catalogo. Ventisette studenti sono stati selezionati per esporre, un intero anno, le loro opere nei corridoi della Procura. Un’occasione duplice perché, al termine dei dodici mesi, alcune di quelle opere saranno protagoniste anche al museo Ugo Guidi a Forte dei Marmi. Ad inaugurare la mostra, ieri mattina, il Procuratore capo, tutte le istituzioni del territorio e delle forze dell’ordine, il prefetto, il presidente dell’ordine degli avvocati, e quello del tribunale Augusto Lama (che confida di essere “emozionatissimo”) i sindaci, il senatore Massimo Mallegni e l’onorevole Cosimo Maria Ferri.

È emozionato Aldo Giubilaro e non soltanto «per la grande partecipazione», non solo «per il successo di un connubio, quello tra arte, scuola e cultura che è inconsueto», ma anche perché - come confida di fronte alla platea - all’orizzonte c’è il pensionamento: «Questo per me è l’ultimo anno di organizzazione della mostra che spero, però, prosegua. L’inaugurazione mi offre l’occasione si salutare e ringraziare le tante persone che mi hanno dimostrato stima e affetto, i tanti amici a cui sono legato da anni, quelli che ho conosciuto in questo territorio». Un territorio - chiunque intervenga lo ribadisce - che conta su un patrimonio inestimabile: «Abbiamo tutto - è la sintesi del senatore Mallegni - Ci serve un sarto che unisca i pezzi di eccellente fattura per confezionare uno splendido abito». Tutto, come nel quadro esposto proprio di fronte alla porte dell’ufficio del Procuratore capo. È firmato Maria Diletta Alessi: le Apuane sullo sfondo, le onde del mare, il cielo dai colori intensi:«Un’opera - così la definisce l’autrice - che è espressione dell’amore per la terra in cui sono nata. Per le sue bellezze». Una terra che punta al futuro. E futuro è la parola più pronunciata durante l’inaugurazione, segno che l’iniziativa guarda avanti e punta sui giovani. Lo sottolinea Cosimo Maria Ferri che nell’arte vede non solo lo strumento di umanizzazione, ma anche un motore economico. Futuro è la parola che pronuncia Alberto Pincione, presidente della Fondazione, quando sottolinea il coinvolgimento nel progetto, per valorizzare i giovani. Futuro e scuola. È sul ruolo dell’insegnante che pone l’attenzione il professore Marco Ciampolini, docente dell’accademia: insegnare, accompagnare. E riconoscere i cambiamanti. Cambiamanti che la mostra, con 27 opere di cui 14 di autori stranieri. fotografa perfettamente. —C.S.

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