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il caso 

Concorso Amia, la direttrice: non cercavamo esperti d’arte

Concorso Amia, la direttrice: non cercavamo esperti d’arte

Lucia Venuti spiega come è stata fatta la selezione per addetto museale: «Pieno rispetto della normativa, criteri chiari»

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CARRARA

La selezione per addetto museale è stata fatta «nel rispetto della normativa. Cercavamo personale particolarmente ferrato sulla realtà locale, non esperti d’arte».

«La selezione pubblica per addetto museale bandita da Amia è avvenuta nel pieno rispetto della normativa e secondo criteri chiari e trasparenti»: lo afferma Lucia Venuti, direttore di Amia, replicando a distanza alle accuse sollevate durante l’ultimo consiglio comunale da un ex candidato. In merito alla pubblicizzazione il direttore spiega che «le società pubbliche hanno obbligo di selezione pubblica ma ad esse non si applica la normativa di cui al dlgs 165/2000 e alla direttiva 3 del 24/4/2018. Per questo motivo Amia non aveva alcun obbligo di pubblicare il bando sulla Gazzetta Ufficiale e ne ha dato notizia sulla sua pagina web e su quella del Comune di Carrara, oltre che sulla stampa locale». Anche per la contestazione riguardo l’indicazione del numero di posti da ricoprire con la selezione pubblica, la municipalizzata non aveva alcun obbligo di pubblicità: «Questi possono essere variabili anche per fattori estranei alla nostra società. Amia ha un contratto di servizio con il Comune in scadenza a fine anno, al centro di trattative da cui dipenderanno anche il fabbisogno di personale e gli orari: per questo non abbiamo precisato il numero di dipendenti» ha proseguito Lucia Venuti. Sui criteri propri della selezione il direttore di Amia assicura che «la preparazione di tutti i candidati è stata valutata con la medesima oggettività, con particolare attenzione a provare la loro conoscenza del patrimonio culturale della città molto più che la storia dell’arte in generale. La prova scritta è stata effettuata su una griglia di competenze definite come d’uso ad esempio nelle prove di maturità. La conoscenza dell’inglese è stata approfondita nella prova orale. Avendo Amia una funzione operativa presso i musei ed essendo invece in capo all’ufficio Cultura del Comune gli indirizzi e la scelta delle opere, la classificazione delle collezioni, l’allestimento e la scelta delle mostre, la funzione del curatore e la programmazione, proprio alla luce di questi diversi ruoli l’azienda partecipata ha ritenuto di indirizzare la scelta verso figure che, avendo una preparazione a livello universitario e quindi già certificata, dimostrassero interesse e spirito di promozione per i musei cittadini». Insomma il “concorso” di Amia puntava a individuare personale particolarmente ferrato sulla realtà locale e non esperti d’arte». —

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