Sicurezza
Casa abbandonata con bivacco e una discarica abusiva
La segnalazione dell’ex consigliere dei cittadini Flavio Franciosi: «Ci sono problemi di spaccio e una grave situazione igienica. Oltre al rischio incendi»
CARRARA
Una casa abbandonata accessibile a tutti, luogo di bivacco e di spaccio, a breve distanza dalle scuole Taliercio. Accanto, una discarica abusiva. Ci troviamo all’interno di villa Ceci, dove un casolare a due piani pericolante (come segnalato dagli appositi cartelli) è stato colonizzato da personaggi che risulterebbero noti anche alle autorità: «Si tratta di senzatetto di varie etnie dediti allo spaccio – ha dichiarato l’ex consigliere dei cittadini Flavio Franciosi – nelle prime ore del mattino li si può vedere abbandonare i propri rifugi, diretti verso Viareggio e altri comuni».
Le immagini sono scioccanti: entrambi i piani dell’edificio sono occupati da giacigli di recente utilizzo, bottiglie abbandonate, residui di cibo, scopa e paletta, un vecchio mobile, accendini, ciarpame vario, addirittura file di paia di scarpe e sciarpe in ottimo stato stese in buon ordine. Il tutto abbandonato in mezzo ai mattoni rotti. È indubbio, insomma, che la casa sia abitata. I rifiuti sono sparsi anche intorno all'edificio.
«Uno degli occupanti è un soggetto pericoloso – aggiunge Franciosi – ha problemi di salute e nei momenti in cui viene tratto in ambulanza s'infligge dei tagli e minaccia di toccare i propri soccorritori. In stato di pesante alterazione ha inoltre minacciato con un coltello e ferito altri occupanti di villa Ceci: uno di loro, di origini marocchine, di notte si rinchiudeva sotto il ponte autostradale per il timore di essere aggredito. Chiedo più controlli da parte delle forze dell'ordine; le autorità dovrebbero inoltre intervenire per sollecitare la chiusura di questo stabile fatiscente e pericoloso per l’incolumità di chiunque vi si avvicini, visto che non vi è alcuna recinzione a delimitare l’area».
A pochi metri di distanza troviamo una vera e propria discarica abusiva: un deposito di sfalci, potature, tronchi d’alberi e palme, gomme d’auto, taniche, la copertura in cemento di un pozzetto. Una polveriera che potrebbe andare a fuoco in un istante al lancio di un fiammifero, minacciando l'intera villa Ceci.
Al nostro arrivo abbiamo sorpreso un camion intento a operazioni di scarico di dubbia legalità; il conducente si è volatilizzato appena si rende conto di essere osservato. «Ho parlato con l'assessora all'ambiente Sarah Scaletti che ha subito preso in carico la questione», afferma Franciosi. Ma lo spettacolo forse peggiore si può ammirare sotto il ponte autostradale nel tratto dal viale XX Settembre arriva a via Argine destro. Qui alle innumerevoli bottiglie abbandonate e i resti di bivacco si aggiungono le siringhe usate e una sedia da esterni in plastica bianca uno dei cui braccioli è completamente ricoperto di sangue: non è difficile indovinare che qualcuno l'abbia usata per bucarsi. —
IRENE RUBINO
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