Il Tirreno

contro la violenza di genere 

Candore violato: la ferita insanabile di Kiara

IRENE RUBINO
Candore violato: la ferita insanabile di Kiara

Nella rassegna di Paola Luciani al Caffaggio le immagini di una donna con ferite profonde, «come quelle delle Apuane»

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CARRARA

Una donna che reca ferite profonde come quelle inferte dalle cave alle Apuane: così la giovane modella Kiara Aradia appare negli scatti della fotografa bolognese Paola Luciani mentre posa sul marmo, velata dalle bende. I ritratti di Kiara compongono la mostra “Candore violato”, visitabile presso lo spazio Caffaggio del Polo artistico San Martino.

In occasione del vernissage, la Luciani ha parlato del significato profondo della sua opera: «Il marmo per me è femminile. Ho scelto Kiara per diversi motivi: è una modella di bodypainting vincitrice di numerosi premi e una ballerina, parla col corpo, ma fino ad oggi non aveva mai espresso il dolore che si nasconde tra le pieghe della sua adolescenza». Kiara ha raccontato le sue ferite, le molestie subite in un maneggio quand’era poco più di una bambina, nel libro “Il mio regno per un cavallo,” che sarà presentato domani alle 18 allo spazio Caffaggio. «Il trauma è rappresentato dal rosso sangue dei capelli di chiara e dalle bende che avvolgono il suo corpo – ha proseguito Luciani – la sua bellezza si sovrappone a quella della montagna violata che tanto mi colpì quando visitai Carrara per la prima volta».

La fotografa si è avvicinata alla nostra città dopo aver intrecciato una relazione col maestro di scherma e musicista Davide Lazzaroni. Quest’ultimo e il chitarrista Antonio Pincione, entrambi del gruppo “Bededeum”, hanno eseguito una favola musicale scritta insieme a Luciani: la storia di come il marmo del Sagro nacque dalla lacrime della luna, addolorata per la perdita del suo innamorato. «Sia io che Paola riteniamo che la donna sia natura – ha aggiunto Aradia – un tempo erano venerate la dea madre, la dea della morte, la dea della luna. I cicli lunari somigliano al ciclo femminile. Io mi rivedo tutti i giorni nella montagna violata».

La mostra è inserita in un ciclo di iniziative contro la violenza sulle donne patrocinate dal Comune e dalla Regione Toscana che si concluderà il 2 dicembre con una regata. Tra i promotori vi sono Francesca Menconi, presidente del Cif Carrara, ed Emma Castè, direttrice di "Torano giorno e notte". E porprio la Castè ha fatto notare come il patrocinio del Comune sia stato accordato all’iniziativa, ma non alla mostra fotografica: «A Torano viene lasciata molta più libertà».

Nella serata inaugurale si sono susseguiti gli interventi del consigliere regionale Giacomo Bugliani, del padrone di casa Giuseppe Giannotti di Giannotti Edilizia e del procuratore Aldo Giubilaro. «È innanzitutto con la cultura che si combatte la violenza sulle donne – ha ammonito il magistrato – non solo o non tanto per via giudiziaria, attraverso la repressione. Gli uomini vanno educati a considerare gli atti di violenza degradanti per chi li perpetra». —

IRENE RUBINO

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