Gioco
«Melma maleodorante nel fosso Bozzone»
Nuovo allarme nella zona del Lavello. «Qui non si vive più, ogni giorno alle prese con una emergenza per i miasmi»
CARRARA
È di nuovo allarme sul Lavello: il fosso Bozzone si è riempito di una densa melma maleodorante in un tratto che parte grossomodo dal piazzale del depuratore Lavello 1 e si ferma poco prima che il rigagnolo sfoci nel Lavello. La segnalazione è arrivata da Paola Del Freo, residente nei pressi del depuratore sul lato Massa: «Il Bozzone raccoglie le acque piovane – spiega – ma non ha piovuto affatto negli ultimi giorni e il fosso è rimasto sempre pulito fino alla mattina di Venerdì 16 novembre, in cui ho visto per la prima volta la melma». Le immagini sono impressionanti: la fanghiglia è talmente densa che i ramoscelli non ne scalfiscono la superficie. L’odore, inutile precisarlo, è nauseabondo. Del Freo, membro del neonato comitato per il monitoraggio dei fossi di Massa e Carrara, ha avvertito il collega Flavio Franciosi che nel pomeriggio di venerdì si è recato presso il depuratore per un sopralluogo in compagnia del consigliere di Forza Italia Lorenzo Lapucci. In seguito alla sollecitazione è intervenuta anche la Capitaneria di porto, che si occuperà di effettuare i dovuti controlli e di avvisare gli organi competenti. Franciosi ha lanciato un appello: «Chiedo ai sindaci di Massa e Carrara e a tutte le autorità competenti, a partire dal Nucleo ecologico dei carabinieri ambientali, passando per l’Autorità portuale e la Polizia municipale, sino alla Procura della Repubblica e all’Asl (visto che è stata compromessa la salute pubblica) d’intervenire immediatamente. Di fronte a una situazione così grave non possiamo più permetterci di voltarci dall’altra parte». I residenti subiscono disagi ormai da una settimana: gli sversamenti nel lavello sono ricominciati il 10 di novembre a causa di lavori in corso presso le vasche del depuratore Lavello 1. L’acqua ha assunto un colore biancastro e un forte odore di ammoniaca. Mercoledì 14 è stato il turno della fanghiglia marrone maleodorante e giovedì 15 è stato trovata una papera morta. I membri del comitato per il monitoraggio dei fossi hanno avanzato delle richieste precise: un macchinario per monitorare l’inquinamento del fosso; l’installazione di telecamere di sicurezza lungo l’argine, e in particolare presso il piazzale del campo rom; l’inserimento di galleggianti per evitare che i materiali gettati nel fosso finiscano in mare. «Ma soprattutto che il depuratore venga chiuso e si trovi una soluzione alternativa finché i problemi non verranno risolti». —
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