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Il funzionario Mps “truffato” prima era complice del clan

MDA

Luca Terreni, assieme al gruppo dei meridionali riusciva  a falsificare documenti bancari per trarne profitto. Poi il clan lo isola e diventa vittima

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C’è anche un direttore di banca tra i protagonisti dell’inchiesta di Genova: prima complice delle attività illecite del gruppetto dei meridionali e poi vittima. Luca Terreni, all’epoca dei fatti funzionario della filiale di piazza Aranci del Monte dei Paschi di Siena. Assieme a Carmine Romano, Massimo Di Stefano e Fabrizio Micheli, aveva messo in atto una serie di estorsioni fondate su uno schema comune: intestava rapporti bancari e finanziari in capo a soggetti ignari, utilizzando documenti falsi, buste paga e fotocopie alterate di carte di identità, sostituendo, ad esempio, l’indirizzo di residenza, in modo che eventuali comunicazioni a mezzo posta non venissero mai ricevute. In questo modo il “gruppo” otteneva finanziamenti anche di importi considerevoli, i solleciti di pagamento venivano inviati all’indirizzo falso e le vittime sporgevano denuncia contro ignoti. Un filone di indagini, per truffa e associazione a delinquere, ancora in corso. Ad un certo punto, però, Romano, Di Stefano e Micheli decidono di isolare Terreni, riferendogli che uno dei precedenti truffati (col loro metodo) aveva deciso di denunciarlo. Gli portarono anche una remissione di querela con tanto di timbro della Procura. Ovviamente falsa. «Noi però possiamo aiutarti» gli dicevano. In cambio di denaro. Terreni consegnò consistenti somme di denaro ai tre complici, oltre 30mila euro, con cui il gruppo finse di “comprare” il silenzio dei finti truffati. Fu così che Terreni si legò a filo doppio con gli indagati, intrecciandosi con un’altra vicenda: quella del fantomatico signor Gaglio .

Il finto signor Gaglio chiese un incontro urgente a Terreni, sostenendo che era stato aperto un conto corrente a sua insaputa, da cui venivano erogati fondi sul conto corrente della moglie, realmente aperto ad Mps, minacciando denuncia. Il funzionario, che ha ormai perso la cognizione di ciò che aveva realmente fatto e di ciò che invece non aveva mai fatto, si mise subito in contatto con Romano e Di Stefano per farsi proteggere. I due provarono a chiedergli altri soldi: «Sono in difficoltà – risponde Terreni – la mia mamma ha controllato il conto e non posso fare nulla». Mentre, intercettato, Romano commenta: «Però..sta già tremando..sai perché? Sto scemo...può avere anche cinque lauree ma glielo metto sempre in c..» .

Più volte, nel fascicolo, spiccano le conversazioni di Terreni con Romano e Di Stefano, nelle quali cercava giustificazioni ai mancati appuntamenti, o ai mancati pagamenti: «Dove li piglio i soldi? Sono ricoverato all’ospedale. E allora come faccio? Digli che mi denunci, e che mi ridà però 19mila euro. Ma come come vuoi? Io sto ricoverato ma dove vado a prenderli mille euro da qui?» — MDA

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