Il Tirreno

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«Il Comune uscirà da Gaia» Acqua pubblica, mozione Ok

Irene Rubino

Il Movimento Cinque stelle rivendica la paternità del percorso per lasciare la spa Scintille con Lapucci (Fi): ma io ho presentato per primo questo ordine del giorno 

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CARRARA

Gaia dovrà tornare pubblica. Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza ha presentato e approvato una mozione che impegna il sindaco a intraprendere il processo di ripubblicizzazione di Gaia Spa. L’ordine del giorno del consigliere Lapucci avente il medesimo contenuto è stato invece respinto al mittente. L’atto arriva dopo la decisione presa in agosto dal sindaco di Tresana Matteo Mastrini di cedere le quote di Gaia e segue da presso la mozione presentata a Massa dal gruppo della lista "Persiani sindaco" e approvata il 5 novembre in consiglio comunale: il fronte “no Gaia” si allarga”. Va notato che la mozione è praticamente sovrapponibile all’ordine del giorno che il consigliere forzista Lorenzo Lapucci aveva preparato almeno una settimana prima della seduta di mercoledì: avrebbe impegnato sindaco e giunta a “predisporre ed a redigere un piano che permetta al Comune di Carrara di uscire da Gaia Spa” e a farsi promotore appunto della ripubblicizzazione del servizio idrico. L’intervento del capogruppo pentastellato Daniele Del Nero esclude la possibilità di una coincidenza: «Non abbiamo presentato la mozione casualmente – spiega – Lapucci è stato eletto in quota Forza Italia, un partito che al governo fece una legge sulla privatizzazione dell’acqua e in campagna elettorale a Carrara non aveva una riga di programma sull’argomento».

L’acqua pubblica, precisa Del Nero, è un cavallo di battaglia dei 5 Stelle dai tempi non sospetti del referendum sull’acqua pubblica del 2011, è stata inclusa nel programma elettorale del sindaco De Pasquale ed è oggetto del ddl Daga votato alla Camera lo scorso 2 ottobre: la maggioranza, quindi, non può permettere che Forza Italia “metta il cappello” politicamente su un’istanza che appartiene al movimento. L’ordine del giorno di Lapucci, inoltre, a sua volta è molto simile a una mozione presentata dall’allora consigliere di minoranza Matteo Martinelli nel 2013, come Lapucci stesso ammette: «L’ho preparato sulla falsariga di quel documento», spiegherà dopo l'intervento di Del Nero.

Si crea così una circostanza tutta particolare: il consigliere forzista, vedendo profilarsi l’unità d’intenti, annuncia dunque il suo voto positivo alla mozione presentata dai 5 stelle che viene approvata; il suo ordine del giorno riceve i voti contrari della maggioranza e viene bocciato. Così nessun esponente di Forza Italia potrà rivendicare la paternità dell'atto.

Lapucci commenta deluso: «Sono contento che sia stata approvata una mozione che impegna il sindaco a uscire da Gaia, ma ci terrei a sottolineare che i cinque stelle, nonostante avessero inserito questo punto nel proprio programma elettorale, non avrebbero presentato questa mozione se non ci fosse stato il mio ordine del giorno. Si sono sentiti obbligati a presentarla nel momento in cui mi sono fatto avanti io. Mi rammarico dunque del fatto che si sarebbe potuto votare anche il mio ordine del giorno che chiedeva precisamente le stesse cose. Non era mia intenzione imprimere un marchio politico, ma impegnare l’amministrazione a portare avanti il programma col quale si è presentata ed è stata eletta. In un anno e mezzo di consiliatura, invece, non si è mai parlato di Gaia. Volevo stimolarli». —

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